La corale, un sermone e il codice carolingio fra i pezzi più pregiati
PADOVA
Una corale, un inventario, un codice carolingio e un sermone. Quattro opere simbolo per capire, ammirare, rimanere a bocca aperta. Padre Alberto le sceglie con cura alla richiesta di poter vedere qualche opera della storica biblioteca. Le va a prelevare da una parte all’altra della stanza e le depone con cura su uno dei tavoli riservato alla consultazione.
La corale
Quando si prende in mano questa opera con la copertina in legno si resta sorpresi dal peso, sicuramente superiore alla decina di chilogrammi. Nella biblioteca ce ne sono una quarantina visto che viene coperto tutto l’arco liturgico. In tutto il volume ha 120 fogli decorati, si ipotizza che il costo di realizzazione venisse pagato all’epoca da qualche confraternita visto l’altissimo costo per la realizzazione. Nel caso specifico molte pagine presentano anche delle miniature firmate da Nicolò da Bologna, nelle quali gli esperti notano - attraverso l’uso dei colori - l’influsso di Giotto.
L’INVENTARIO
Si passa poi al primo inventario fatto in basilica, quandi i frati si sono accorti che i libri iniziavano a diventare “troppi”. Alla fine del Trecento proprio la Veneranda Arca cura la catalogazione delle opere, molte delle quali donate dalle famiglie importanti della città.
codice carolingio
Questo è un pezzo ancora più raro degli altri: ha più di mille anni. È conservato molto bene, certo non li dimostra. Si tratta dell’Horologium Viatorum per la costruzione delle meridiane, fondamentali per conoscere con precisione l’ora.
SERMONE
Il sermone è quello di Sant’Antonio, basta vederlo per capire che per scriverlo ci saranno voluti anni. Sono molte le mani che vi hanno operato: tutta sostanza, nessun decoro: contiene tutti i testi di Antonio. —
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