Auto nel Sile a Jesolo Paese, morto un ragazzo di 23 anni
L’incidente nella mattinata di domenica 21 giugno lungo via Drago all’altezza del ristorante I tre leoni. Inutile il tentativo di salvataggio da parte di un agente della polizia locale. I sommozzatori cercano eventuali altri occupanti

È finita davanti agli occhi di chi ha provato a salvarlo. L’auto ancora a pelo d’acqua, la corrente del Sile che la spingeva lentamente verso la foce, i tergicristalli accesi come ultimo segnale dall’abitacolo.
Poi l’Opel Corsa si è riempita d’acqua e si è inabissata. È morto così, ieri mattina a Jesolo, un 23enne di Arluno, in provincia di Milano, arrivato al lido per il fine settimana con alcuni amici e rimasto intrappolato nella vettura dopo essere finito nel fiume. Si chiamava Nicolò Luca Salmoirago, e giovedì avrebbe compiuto 24 anni: ironia della sorte, ieri mattina era stato identificato in un controllo di routine.
L’incidente è avvenuto alle 11.38 in via Drago Jesolo, poco dopo l’incrocio con via Adriatico, non lontano dal ristorante Tre Leoni, sulla sponda opposta. Il giovane stava viaggiando in direzione Caposile, lungo una strada secondaria usata spesso per evitare il traffico delle arterie principali. Per cause ancora in corso di accertamento, forse un malore o una distrazione, ha perso il controllo dell’auto. La Corsa si è infilata tra due grossi alberi, ha sfondato la staccionata in legno ed è finita nel Sile.
Il colpo è stato secco. Prima il rumore della barriera spezzata, poi il tonfo nell’acqua. «Ero in bici sul ponte quando ho sentito il boato», racconta Paolo Lorenzon, testimone oculare. «Quando mi sono girato ho visto l’auto in acqua». In pochi istanti alcune persone si sono precipitate verso il fiume. Qualcuno si è tuffato, altri hanno cercato corde e salvagenti. Lorenzon ha aiutato tenendo la corda di un passante che si era gettato con un salvagente, nel tentativo di raggiungere la vettura.
La macchina, all’inizio, galleggiava ancora. Il portellone posteriore è stato aperto dai soccorritori che hanno provato ad arrivare ai sedili anteriori dell’abitacolo. Ma il giovane era bloccato all’interno. Gli airbag esplosi rendevano più difficile muoversi e aprire un varco.
Per chi era sulla riva, quei minuti sono stati i più lunghi. «Pensavamo fosse ancora cosciente perché ha attivato i tergicristalli», riferisce Lorenzon. Un gesto interpretato dai presenti come un segnale di vita. Poi l’acqua ha avuto il sopravvento. «Alla fine i tentativi non sono bastati, e l’auto si è inabissata davanti ai nostri occhi».
L’allarme è partito subito anche dal ristorante Tre Leoni e da alcuni automobilisti di passaggio. È intervenuto un ufficiale della polizia locale di Jesolo che si trovava poco distante, in un posto di controllo. Sul posto sono arrivati in breve tempo i vigili del fuoco della sede di Jesolo, i sommozzatori di Venezia e l’elicottero dei pompieri, che ha sorvolato il corso del fiume anche per verificare l’eventuale presenza di altre persone in acqua. I sommozzatori si sono calati con il verricello e hanno raggiunto l’auto sul fondo.

Hanno estratto il corpo del giovane, ormai senza vita. Per circa un’ora si è temuto che nella vettura potessero esserci altri occupanti o che qualcuno fosse stato sbalzato nel fiume. Le verifiche e le testimonianze raccolte hanno poi confermato che alla guida dell’Opel Corsa c’era soltanto il turista lombardo.
Con un’autogru posizionata sulla sponda, i vigili del fuoco hanno recuperato anche l’auto, sollevandola dal fondale. Le strade su entrambe le rive del Sile sono state chiuse durante i soccorsi e le operazioni di recupero. Sono intervenuti anche i carabinieri e gli agenti del commissariato di Jesolo, mentre la polizia locale ha eseguito i rilievi e raccolto le prime informazioni dai testimoni.

La salma e il veicolo sono stati messi sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. Saranno gli accertamenti, compresa l’eventuale autopsia, a stabilire le cause del decesso e a chiarire se il giovane sia stato colto da un malore prima dell’uscita di strada o se la morte sia stata provocata dall’impatto e dall’annegamento. L’auto procedeva a velocità sostenuta e l’impatto con l’acqua, a quelle condizioni, può avere effetti violentissimi, simili a quelli contro un ostacolo rigido.
La dinamica dovrà essere ricostruita nei dettagli. Via Drago Jesolo è meno trafficata rispetto alle direttrici principali, ma viene spesso suggerita dalle mappe digitali come percorso alternativo per uscire dal lido evitando le code. La zona del Sile, soprattutto sul versante di via Riviera Piave Vecchio, ha già registrato in passato incidenti gravi e uscite di strada finite nel fiume. In altre occasioni gli automobilisti si erano salvati. Questa volta no. In serata la polizia locale ha contattato la famiglia del giovane per comunicare il decesso.
Si è conclusa così una giornata iniziata in tragedia: tra chi era sul ponte, sulla riva o al ristorante e ha visto l’auto galleggiare, i soccorritori buttarsi, la corrente portarla via per pochi metri e poi l’acqua chiudersi sopra il tetto. E per il giovane milanese non c’è stato nulla da fare
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