Il bestione sale in barca

Le operazioni per la seconda fase del trasporto del ponte di Calatrava sono cominciate. Da ieri alle 16 il bisonte da 400 tonnellate - 250 l'arcata, 150 il carrello - è stato caricato sull'enorme chiatta lunga 50 metri che stasera alle 21.30 muoverà da Marghera, percorrerà illuminata il canale della Giudecca ed entrerà in Canal Grande poco prima della mezzanotte. Un viaggio che desta qualche timore, soprattutto per il passaggio «al centimetro» sotto il ponte di Rialto. Anche se tutte le precauzioni e le cautele del caso, assicurano gli ingegneri, sono state prese. La seconda manche sarà in teoria più facile della prima, perché dell'esperienza del 27 luglio si è fatto tesoro e la squadra dei tecnici ha dimostrato di sapere il fatto suo.
«Non ci saranno particolari difficoltà», dice tranquillo Riccardo Bernini, direttore del trasporto per conto della Fagioli, «l'unica differenza sarà che la navigazione sotto il ponte non sarà libera ma guidata da argani e verricelli». Operazione delicatissima. Perché la chiatta è lunga 50 metri, e l'arcata centrale del ponte 56. Dunque sporgerà da prua di almeno 5 metri. Senza contare il rimorchiatore «Mantova», altri 30 metri. Il convoglio sarà guidato da altre due chiatte. Si dovrà tener conto della marea - e del tempo che per stasera si annuncia in peggioramento - e del ridottissimo margine con le arcate del ponte e poi con gli edifici della curva, di fronte all'Erberia. Il 27 luglio, con i due conci più piccoli, si era sfiorata la casa che fa angolo sul canale delle Poste, passandoci a meno di un metro.
Ma adesso è tutto pronto. Ieri mattina a Marghera, alla banchina della Vecon spa, erano una trentina i tecnici al lavoro per trasferire l'enorme carrello con su il «dinosauro», lo scheletro rosso cupo del nuovo ponte sul Canal Grande. Un doppio carrello con 80 ruote, che sostiene senza problemi le 250 tonnellate del'arcata. «Può portare fino a 720 tonnellate, 36 tonnellate ogni quattro ruote», dice Bernini. Il pesante convoglio con i due carrelli idraulici affiancati viene fatto scivolare pochi centimetri alla volta sulla chiatta, aspettando che la marea raggiunga il bordo della banchina. Poco prima delle 16 l'operazione è conclusa. Stasera alle 21.30 la partenza. Il ponte, illuminato da sotto, attraverserà il canale della Giudecca a partire dalle 22.30, per entrare in Canal Grande intorno alle 23.30.
Nella notte tra oggi e domani arriverà a piazzale Roma, per essere poi montato nella giornata di sabato. L'arcata centrale verrà sollevata con i martinetti e innestata nei due pezzi già montati. I martinetti resteranno al loro posto, per controllare eventuali spostamenti. «Dovremo monitorare i primi mesi, anche se dal punto di vista statico non c'è più alcun problema», dice il consulente professor Giorgio Romaro. La spinta orizzontale sulle basi del ponte, è stato calcolato, sarà superiore alle 1500 tonnellate.
Montato lo scheletro comincerà la fase delle saldature. «Allestiremo il cantiere già il giorno 13 fino al 19 agosto», spiega il capocantiere della Cignoni Luca Greggio, «e dal 20 cominceranno le saldature». Operazioni complesse, con i materiali che vanno mantenuti a una temperatura di 120 gradi durante i lavori per evitare problemi. In settembre cominceranno i montaggi delle parti in cristallo e pietra d'Istria. E il ponte dovrebbe essere inaugurato entro fine anno. Ma intanto si attende con il fiato sospeso la conclusione della fase più delicata, quella di stanotte.
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