Sindaco, autista, manutentore e perfino bidello: «Non avevo alternative, manca il personale»
Nel piccolo Comune della Bassa padovana, con 1.870 abitanti e appena sei dipendenti, il sindaco Damiano Fusaro si mette alla guida dello scuolabus, gestisce la viabilità e aiuta nelle manutenzioni: «La macchina comunale deve funzionare»

Nei piccoli Comuni il sindaco può diventare autista dello scuolabus, addetto alla viabilità, manutentore e perfino bidello. Non per scelta folcloristica, ma perché spesso non c’è nessun altro che possa farlo.
A Granze, paese della Bassa padovana con 1.870 residenti, Damiano Fusaro, 40 anni, è arrivato a svolgere un po’ tutte queste mansioni per sopperire alla carenza di personale. «Si era ammalato l’autista dello scuolabus e non avevo alternative: altrimenti chi portava i bambini a casa?».
È una frase che racconta meglio di qualsiasi numero la difficoltà dei piccoli municipi, chiamati a garantire servizi e responsabilità pur avendo organici ridotti.
Sei dipendenti, molti servizi
Fusaro è sindaco dal 2017 e svolge l’incarico a tempo pieno, ritagliandosi il tempo per insegnare storia e italiano alla scuola edile di Padova.
A Granze, però, la macchina comunale deve funzionare con sei dipendenti: cinque lavorano 36 ore e uno 18. «Abbiamo un segretario comunale mezza giornata a settimana, a scavalco con altri Comuni, un assistente sociale dieci ore a settimana e un agente di polizia locale sei ore a settimana, da Sant’Urbano».

«Come sindaco ho dovuto fare di tutto», ribadisce Fusaro. E quel «tutto» non è un modo di dire. Quando l’autista si è ammalato, è salito sullo scuolabus. Quando, pochi giorni fa, durante il funerale di una persona molto conosciuta in paese, serviva qualcuno per gestire la viabilità, si è messo a dirigere il traffico. «Non era in servizio l’agente e allora mi sono messo io».
L’emergenza e i volontari
Anche il maltempo mette alla prova un’organizzazione già ridotta all’essenziale. «Quando ci sono emergenze meteo, interveniamo, ma la mia fortuna è che c’è tutto un gruppo di volontari pronto a mettersi a disposizione». «In quanto volontari sono però un’incognita», precisa il sindaco.
A Granze, inoltre, la partecipazione degli amministratori serve a tenere aperti servizi che rischierebbero altrimenti di sparire. Il vicesindaco Vanni Targa sale sul trattore e provvede allo sfalcio dell’erba lungo i cigli delle strade. L’assessora Elena Scarinzi, titolare della delega alla biblioteca, garantisce l’apertura della struttura insieme ai volontari. «Altrimenti dovremmo tenerla chiusa perché non abbiamo il personale».
Dal bidello alle letture
Fusaro si occupa anche di attività che lo portano a contatto con i cittadini più giovani e con gli anziani. Fa il bidello all’Università popolare ospitata nel centro anziani e partecipa alle iniziative della scuola dell’infanzia San Pio X. Organizza letture animate per i bambini, veste i panni di Babbo Natale e si maschera per carnevale. La coordinatrice del centro dell’infanzia, Ylenia Tiberto, lo definisce per questo una sorta di «corpo docente».

Sistema e aggiusta gli armadietti che non si aprono e collabora con Pietro Manfrin, l’unico stradino comunale, nelle manutenzioni. Ma anche qui si profila una nuova difficoltà: Manfrin andrà in pensione il prossimo anno.
Una storia di servizio
La disponibilità di Fusaro nasce anche da una storia familiare legata alla comunità. «Ho respirato in casa lo spirito del servizio». Il padre Franco è stato consigliere comunale negli anni Novanta, mentre la madre Maurizia Benedetti ha ricoperto lo stesso incarico dal 2007 al 2012. «Io ho fatto il capogruppo dal 2012 al 2017, prendendo di fatto il testimone da mia madre, e poi dal 2017 sono sindaco».
Il Comune di Granze esiste dal 1914, ma le sue dimensioni non rendono meno difficoltosa la gestione. «Anche se piccolo, è una macchina complessa», sottolinea Fusaro. Deve amministrare, progettare e garantire servizi e manutenzioni. E quando manca il personale, il sindaco finisce per vestire anche i panni dell’operaio, dell’autista o del dirigente che dovrebbe seguire i progetti e redige bandi.
Il volontariato e la disponibilità degli amministratori permettono di tamponare le emergenze, ma non risolvono la necessità di avere figure professionali e presenze adeguate. «Ho dovuto fare di tutto», conclude Fusaro. Dietro questa disponibilità, però, resta una domanda che riguarda molti Comuni: fino a quando si può garantire la continuità dei servizi contando soprattutto sulla buona volontà di chi amministra e di chi offre il proprio tempo?
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