Gli alluvionati si mobilitano: "Occuperemo il Comune"

La denuncia di Da Villa «E' gravissima la responsabilità politica»
MESTRE.
 I comitati degli alluvionati si preparano alla mobilitazione, mentre infuria la polemica politica.

Alluvionati in assemblea.
Ieri sera a Marghera, riunione di tutti i comitati degli alluvionati di Mestre. Il fronte si allarga. «In un anno abbiamo avuto contatti con 10 mila persone, ora siamo di più - spiega Luciano Callegaro, presidente del comitato Mestre allagata - io sono per azioni di protesta eclatanti: dobbiamo andare ad occupare Ca' Farsetti o la stazione per denunciare che il sistema di gestione delle acque è insufficiente e che 200 mila cittadini non possono finire sott'acqua». Una voce anche da Favaro. «Dobbiamo farci sentire e chiedere interventi immediati nelle zone più basse», dice Fabrizio Zabeo, «Siamo tutti arrabbiati, furiosi. Serve un Passante contro l'acqua che arriva dall'alto». Si aggiungono gruppi nuovi come il comitato spontaneo delle vie Stuparich, Toti e Baracca, a Carpenedo. «Questi allagamenti stanno costando centinaia di migliaia di euro ai residenti e sono dovuti soprattutto alla mancanza di una rete fognaria adeguata», denuncia Dalla Francesca.

L'Ulivo: «Agire».
Maggioranza ed opposizione a Ca' Farsetti chiedono un Consiglio comunale straordinario sull'alluvione (oggi la data sarà decisa dalla conferenza dei capigruppo). Piero Rosa Salva (Ulivo-Pd) invita ad evitare polemiche strumentali. «Non ho sentito una parola di solidarietà ai cittadini. Si parta da qui e poi con le Municipalità si crei uno sportello per cittadini e categorie per cominciare ad intervenire in fretta e dare risposte».

Le accuse di Da Villa.
Durissimo è l'assessore provinciale all'Ambiente Ezio Da Villa: «Va evidenziata una gravissima responsabilità della politica che deve porre come priorità il rischio idrogeologico nel Veneziano, dove l'80% del territorio è sotto il livello del mare. Servono impianti di sollevamento delle acque, invece si è continuato a costruire strade, cementificare fiumi, abbandonare a loro stessi i Consorzi di bonifica. A Ca' Emiliani ci sono i soldi per intervenire, ma da dieci anni non si fa nulla».

Dalla Regione.
L'assessore veneto all'Ambiente Giancarlo Conta è di tutt'altro avviso: «Le reti di fognatura bianca, la rete di scolo e di bonifica, i rispettivi impianti di sollevamento sono dimensionati per reggere fino a determinate situazioni, oltre non vi è da stupirsi se si entra in crisi». E il bacino della laguna «non è stato trascurato nei flussi finanziari».

Fi contro Verdi.
Polemizza con Bettin e Caccia che hanno chiamato in causa il Mose, Michele Zuin, consigliere comunale Fi: «E' indecente e paradossale che un'opera che servirà ad evitare danni ben peggiori (...) venga tirata in ballo per attaccare la Regione Veneto». Proprio il Mose, dice Zuin, può creare «un sistema di precauzione per evitare esondazioni in terraferma».

Wwf e rischio chimico.
Una gestione di bacino è sollecitata dal WWF di Venezia mentre il consigliere di Municipalità Federico Camporese chiede al sindaco di chiarire al più presto cause e rischi della fuoriuscita di sostanza verde fluorescente verificatasi in via Righi.

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