«Galan? È un campione della sconfitta»

VENEZIA. Giancarlo Galan definisce «coglione» il responsabile della sconfitta del centrodestra a queste elezioni. Maurizio Castro chiede la testa di un «imperatore Remo Nerone». L’identikit porta direttamente a Montebelluna, a casa di Remo Sernagiotto, assessore regionale alle Politiche sociali, campione di preferenze e ras del Popolo delle libertà trevigiano.
«Se mi sento imperatore? Sì, ma più che Nerone mi sento Vespasiano».
Quello dei gabinetti pubblici?
«No, quello che ha costruito il Colosseo».
Veramente, a Treviso son venute giù le mura della città.
«A Treviso siamo andati bene: se abbiamo perso di così poco è merito di Gentilini. Ma il Pdl ha perso Brescia, Roma, Teramo, Avellino: dobbiamo chiederne il perché a chi gioca a fare il leader. Nel Trevigiano, poi, abbiamo vinto molti comuni».
Giancarlo Galan dice che avete la vocazione alla sconfitta. Vero?
«Galan ha una cattiva memoria: perché lui ha perso a Verona con Bolla, a Vicenza con Sartori, a Padova con la Destro, a Treviso con Cerniato. Di sconfitte se ne intende».
A Treviso dovevata esprimere una candidatura forte.
«Treviso era governata dalla Lega e toccava alla Lega esprimere il candidato. Certo, si dovevano fare le primarie un anno prima. E forse Gentilini non le avrebbe vinte, contro un trentenne».
Lei aveva proposto le primarie del Pdl: non l’hanno ascoltata.
«Il Pdl ha un leader nazionale che è Silvio Berlusconi. Quando si spende lui, non ce n’è per nessuno. A livello locale le leadership territoriali faticano ad emergere perché manca un processo di selezione vero».
Cosa succederà alle Regionale del 2015?
«La candidatura di governatore è un problema da tavolo nazionale. L’alleanza con la Lega non si discute. Ho grande stima di Luca Zaia, Maroni non ha la stoffa del leader, può fare bene il governatore».
E lei che farà?
«Ho dato la disponibilità al mio partito per candidarmi alle Europee del 2014, perché ci sono le preferenze».
Quale partito, il Mir di Samorì?
«Il mio futuro è dentro al Pdl». (d.f.)
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