Drogati al volante, la serie continua: sorpresi due giovani sotto eroina

I due episodi a Stra e a Camponogara. Il primo si era appena iniettato una dose e ne aveva un’altra pronta nella siringa; il secondo aveva fumato la sostanza proibita da pochi minuti. I controlli a tappeto di carabinieri e polstrada nel Veneziano confermano l’impressionante sequela. Il fenomeno è in costante ascesa
MESTRE. Una siringa appena utilizzata sul tappetino lato passeggero della Fiat Uno; una siringa piena di eroina pronta all’uso nello zainetto. Quando l’hanno fermato a Stra è bastato un rapido controllo ai carabinieri della compagnia di Chioggia per scoprire che al 36enne di Teor, in provincia di Udine, che si trovavano davanti era già stata revocata la patente per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. E sempre agli stessi carabinieri, alle 5 del mattino di Ferragosto, è toccato il secondo drogato alla guida. Si tratta di un 25enne di Camponogara: aveva appena fumato eroina; un altro grammo e mezzo era nascosto all’interno di un pacco di biscotti. Mine vaganti che circolano sulle nostre strade.


Quelli appena descritti sono i casi più eclatanti nell’ambito delle 98 patenti di guida ritirate dai carabinieri in questi giorni (38 solo a Jesolo e San Donà) per guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti e per eccesso di velocità: in totale un bilancio di 1.041 punti decurtati. Secondo la ricostruzione dei carabinieri il 36enne di Udine era andato a Padova per acquistare la droga. Nel tragitto Padova-Stra si era già iniettato una dose di eroina. Quando, all’una della notte tra lunedì e martedì, è stato fermato dai carabinieri mentre, alla guida della sua Fiat Uno, si aggirava senza alcuna apparente destinazione nell’area residenziale di Stra non ha nemmeno nascosto la siringa sul tappetino.


A quel punto sono scattati i controlli e la perquisizione dell’auto. All’interno di uno zainetto c’era un’altra siringa, con una dose giù pronta. La patente gli era già stata revocata per guida sotto l’effetto di stupefacenti. All’esame delle urine, effettuato all’ospedale di Dolo, è risultato positivo agli oppiacei (eroina), ma sono risultate anche tracce di cocaina e cannabinoidi. Negativo, invece, l’alcol-test. Gli è stata sequestrata l’auto e ritirata (in linea teorica, dato che gli era già stata revocata) la patente. Nonostante gli inasprimenti introdotti dal recente decreto Bianchi una fattispecie simile non configura alcun pericolo ritenuto tale da giustificare l’arresto immediato: è stato soltanto denunciato.


Altrettanto grave un altro caso. Alle 5 del mattino A.D., un 25enne di Camponogara, è stato sorpreso alla guida della propria Fiat Punto sotto l’effetto di stupefacenti. Fermato in via Manzoni sul sedile del passeggero aveva un foglio di carta stagnola affumicata e annerita e una cannuccia. Ai carabinieri ha dichiarato di aver appena fumato eroina: circostanza confermata dai successivi esami tossicologici.

Nel corso della successiva perquisizione i carabinieri hanno trovato, adeguatamente occultata all’interno di un pacco di biscotti, un altro grammo e mezzo di eroina. Anche nei suoi confronti sono scattati sequestro del mezzo, ritiro della patente e denuncia.


Due casi registrati quando è ancora vivo il ricordo della ventenne feltrina fermata al casello di Villabona - sguardo assente, allucinato a causa dell’eroina appena iniettata in una piazzola di sosta - dopo essere stata vista zigzagare paurosamente sul tratto Dolo-Mestre dell’autostrada A4 e del 35enne di San Stino di Livenza che è andato oltre: la dose se la stava iniettando, sullo stesso tratto di autostrada, mentre guidava.

Sono continuati anche a Ferragosto, inoltre, i controlli della polizia stradale. Gli uomini diretti dal dottor Ciro Pellone hanno ritirato altre venti patenti: sei per guida in stato di ebbrezza, 14 per eccesso di velocità. Tra questi ultimi un automobilista sorpreso alla guida a una velocità di 150 km/h e un neopatentato che, avendo superato di oltre 40 km/h il limite consentito, si è giocato in un colpo solo i venti punti della patente.


In difesa dell’operato degli agenti della Polstrada è intervenuto ieri anche il Coisp. «Il governo sollecita continuamente l’impegno a questi agenti - scrive Franco Maccari al presidente del consiglio Romano Prodi, al ministro dell’Interno Giuliano Amato e al capo della polizia Antonio Manganelli - ma non trova il modo di pagare loro l’indennità autostradale già incamerata dal luglio 2005 da parte di Anas e Aiscat».

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