Poltrona in affitto come posto letto alla Mostra del cinema: maxi sanzioni ai b&b abusivi del Lido
I controlli della polizia locale e della guardia di finanza su 50 strutture ricettive hanno riscontrato irregolarità in due casi su tre. La vicesindaca del Comune di Venezia Zaccariotto: «Uno schiaffo a chi lavora seriamente, investe nella propria attività e rispetta le regole»

Camere in più, affittacamere e b&b abusivi, e persino una poltrona offerta come posto letto. Sono solo alcune delle irregolarità scoperte nel corso dell'83a Mostra del cinema di Venezia.
I controlli effettuati da polizia locale e guardia di finanza su 50 strutture ricettive del Lido restituiscono dei dati preoccupanti: due strutture su tre sono irregolari.
Tutte le strutture
Tra le strutture ricettive irregolari, 14 esercitavano senza essere in possesso del Cin, il Codice identificativo nazionale. La certificazione, obbligatoria dal 2025, deve essere esposta all’esterno dell’immobile.
Quattro locazioni turistiche sono risultate invece totalmente abusive, prive non solo di registrazione alla banca dati del ministero del Turismo, ma anche della comunicazione alla Regione Veneto. Tutte sono state sanzionate per 6 mila euro ciascuna.
Il caso della poltrona
Tutto è cominciato con una poltrona reclinabile offerta online come posto letto. Da lì, gli agenti e militari hanno poi scoperto un'altra attività irregolare: i controlli hanno permesso di risalire al gestore e di ispezionare la locazione turistica, con tre camere in più rispetto al numero dichiarato. Un caso non isolato: discrepanze tra numero di posti letto dichiarati e quelli effettivi sono stati riscontrati anche in altre strutture, sia alberghiere che extra-alberghiere.
La risposta dell’amministrazione
«Di fronte a situazioni così gravi la linea dell'amministrazione comunale è chiara: tolleranza zero», dichiara la vicesindaca con delega alla Sicurezza urbana e alla Polizia locale, Francesca Zaccariotto.
«Episodi eclatanti come quello di una poltrona reclinabile, ma anche altri che sono emersi durante le settimane della Mostra, producono un danno d'immagine a tutta la città e sono uno schiaffo a chi lavora seriamente, investe nella propria attività, rispetta le regole e poi si trova a subire anche le conseguenze mediatiche provocate da chi quelle regole non le rispetta».
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