Catturate le belve di GorgoSono due albanesi e un rumeno

A confermare l'ottimo lavoro dei carabinieri è il Procuratore di Treviso Antonio Fojadelli che ha riferito che nella disponibilità di uno dei fermati c'erano la borsetta di Lucia Comin e una spranga di ferro compatibile con le ferite trovate sui corpi dei coniugi Pelliciardi. La coppia - in quello che presto era stato definito un tentativo di rapina fallito tramutatosi in omicidio - è stata torturata in modo efferato, prima di essere giustiziata, probabilmente nel tentativo di ottenere le chiavi della villa di cui erano custodi ma che di fatto non avevano. Proprio per le modalità in cui avrebbero perpetrato il delitto, i tre - anche se al momento non sono chiare le singole responsabilità - sono accusati di duplice omicidio con le aggravanti dell'aver agito per futili motivi e con crudeltà.
Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha sottolineato che si è trattato di "un risultato molto importante, frutto della determinazione con cui le Forze dell'ordine e la magistratura hanno portato avanti un'indagine difficile. Questi criminali devono sapere che i loro delitti non restano impuniti".
Sul piano dei commenti politici a livello locale, il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro ha sottolineato come il fermo dei tre "è un grande segnale che il territorio dà alla criminalità " contro "questa spirale di violenza che si è abbattuta non solo nella Marca, ma in tutta Italia" e che, "deve essere combattuta con forza, senza nessuna concessione". Il vicepresidente del Veneto, Luca Zaia, ha indicato che il ripristino della pena di morte non sarebbe in questo caso fuori luogo "ma, dal momento che nel nostro Paese non è, per ora, contemplata, quantomeno si buttino in galera queste bestie, si gettino via le chiavi e si riservi loro lo stesso trattamento di cui godrebbero nelle galere dei rispettivi paesi di provenienza".
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