Diesel alle stelle in Veneto, Cgia lancia l’allarme: quasi 30 mila attività in difficoltà

La Cgia di Mestre lancia l'allarme sul caro carburanti: taxi, Ncc e agenti di commercio colpite dall'aumento del diesel. Chiesto un intervento dell'Unione Europea per ridurre il peso di accise e Iva

Diesel alle stelle in Veneto, Cgia lancia l'allarme: quasi 30 mila attività in difficoltà. "Serve un intervento dell'Unione Europea"
Diesel alle stelle in Veneto, Cgia lancia l'allarme: quasi 30 mila attività in difficoltà. "Serve un intervento dell'Unione Europea"

Il caro carburanti torna a pesare sull'economia veneta e a pagare il conto più salato sono i professionisti della strada. Padroncini, tassisti, noleggiatori con conducente (Ncc) e agenti di commercio vedono aumentare giorno dopo giorno i costi di esercizio, mentre i margini si assottigliano. A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre, che guarda con favore al nuovo intervento del Governo atteso il 4 agosto, ma ritiene indispensabile una risposta anche da parte dell'Unione Europea.

Secondo l'associazione artigiana, il taglio di 17 centesimi sul diesel deciso dal Consiglio dei ministri rappresenta un primo segnale, ma non basta a compensare gli effetti dei rincari registrati nelle ultime settimane. Il credito d'imposta destinato all'autotrasporto, inoltre, interessa solo una parte limitata dei mezzi pesanti.

Diesel in aumento del 12%

I dati elaborati dall'Ufficio studi della Cgia mostrano come dall'inizio della crisi nel Golfo Persico il prezzo del gasolio in Veneto sia aumentato di quasi il 12%, pari a circa 22 centesimi al litro. Per un autocarro sotto le 7,5 tonnellate, fare il pieno significa oggi spendere oltre mille euro, circa 109 euro in più rispetto a fine febbraio.

Anche la benzina continua a salire: in Veneto il prezzo medio è cresciuto del 9%, raggiungendo quota 1,987 euro al litro.

Quasi 30 mila imprese coinvolte

L'impatto riguarda una platea molto ampia. In Veneto operano 28.913 attività direttamente interessate dall'aumento dei carburanti: 20.792 agenti di commercio, 6.753 imprese di autotrasporto e 1.368 tra taxi e Ncc.

Padova è la provincia con il maggior numero di attività coinvolte (6.900), seguita da Verona (5.742), Treviso (5.439), Vicenza (4.585) e Venezia (4.310). Chiudono la graduatoria Rovigo (1.240) e Belluno (697).

Per queste categorie il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa e gli aumenti incidono direttamente sulla redditività delle imprese, spesso senza la possibilità di trasferire i maggiori costi sui clienti.

"Non basta l'Italia, serve Bruxelles"

Per la Cgia il problema non può essere affrontato esclusivamente con misure nazionali. L'associazione chiede infatti un intervento coordinato dell'Unione Europea che consenta agli Stati membri di adottare strumenti straordinari per contenere il costo dei carburanti.

Tra le ipotesi avanzate figurano una riduzione temporanea delle accise, un taglio dell'Iva sui carburanti o aiuti mirati ai settori più esposti, come autotrasporto, trasporto persone, pesca e agricoltura.

Secondo la Cgia, Bruxelles dispone già degli strumenti normativi per autorizzare interventi di questo tipo, come avvenuto durante la crisi energetica seguita allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. L'obiettivo, conclude l'associazione, è evitare che l'impennata dei costi energetici comprometta la competitività di migliaia di imprese venete e dell'intero sistema produttivo europeo.

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