Strage del bus di Mestre, i dirigenti comunali patteggiano

Via libera del giudice a pene inferiori ai due anni per omicidio stradale plurimo per i sette dirigenti e funzionari di Ca’ Farsetti. Nello schianto morirono 22 persone, 14 feriti

Il bus precipitato dal cavalcavia Vempa
Il bus precipitato dal cavalcavia Vempa

Hanno patteggiato pene inferiori a due anni per omicidio stradale plurimo i sette dirigenti e funzionari comunali indagati per la strage del bus di Mestre, che precipitò dal cavalcavia superiore il 3 ottobre 2023.

Nello schianto morirono 22 persone e altre 14 rimasero ferite. La gup di Venezia Benedetta Vitolo ha infatti ratificato i patteggiamenti concordati dalle difese con i pm veneziani Laura Cameli e Giorgio Gava.

Tra le pene patteggiate alcune sono sospese e altre convertite con lavori di pubblica utilità.

Gli indagati, difesi tra gli altri dai legali Marco Vassallo, Paola Bosio, Giovanni Coli, sono stati accusati dalla Procura veneziana per il "varco" nel guardrail che avrebbe provocato la caduta del mezzo.

Stando a quanto ricostruito nell'inchiesta, infatti, l'autobus della società La Linea andò a sbattere contro la barriera di sicurezza per circa 50 metri fino a quando, «trovando un varco di circa 2,40 metri», precipitò al di sotto.

Dei 35 passeggeri a bordo, tutti turisti di nazionalità differenti che erano partiti da piazzale Roma diretti al campeggio Hu a Marghera, in 22 persero la vita. I familiari delle vittime sono stati risarciti con oltre 20 milioni di euro da Allianz, la compagnia assicurativa del bus.

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