Autonomia differenziata, Cgil contro le Poste per il dibattito negato

Il segretario nazionale di Slc-Cgil Nicola Di Ceglie «minaccia il ricorso agli organi competenti»

Il ministro Calderoli durante la discussione della legge sull'autonomia
Il ministro Calderoli durante la discussione della legge sull'autonomia

«Autonomia differenziata: Poste Italiane ha paura del Referendum? A Venezia, l'azienda vieta l'assemblea», dice il sindacato Slc-Cgil che contesta: «È un tema che riguarda il lavoro». Con un comunicato, la Slc-Cgil sostiene: «Succede in pieno agosto che l'azienda Poste italiane contesti a Venezia l'ordine del giorno su Autonomia differenziata fissato dai sindacati per tenere delle normali assemblee nei luoghi di lavoro».

Il segretario nazionale Nicola Di Ceglie «minaccia il ricorso agli organi competenti» e puntualizza: «Si tratta di un tema che interviene sui livelli essenziali delle prestazioni nella tutela del lavoro nelle singole regioni», è un tema attinente «in quanto questo referendum potrebbe comportare un ulteriore indebolimento del sistema di controllo sui livelli di sicurezza sul lavoro».

Il sindacato riferisce di «un aspro scambio di mail fra le risorse umane di Poste ed il sindacato del lavoratori della comunicazione della Cgil che suscita il sospetto che qualcuno abbia paura del referendum sull'autonomia differenziata, specie in quella Regione», dice ancora il sindacalista, spiegando che, «tra l'altro, l'ordine del giorno delle assemblee sindacali verte, al primo punto, sul contratto nazionale di lavoro sottoscritto con l'azienda il 24 luglio scorso».

Il sindacato «attende ora la risposta di Poste italiane alla contestazione di Slc che ritiene le comunicazioni fatte pervenire dall'ufficio risorse umane del tutto fuori luogo nel metodo e nel merito, sia stigmatizzando il tono della missiva, con cui l'azienda chiede esplicitamente la modifica dell'ordine del giorno delle assemblee, sia rigettando il merito del diniego dell'autorizzazione».

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