Foto fake nel blog: l’AI sbaglia città e ad Asolo ci mette un castello
L’ira dell’assessora sull’immagine diffusa nella rete. Anche un albergo della Pedemontana ha utilizzato uno scatto realizzato realizzato con l’intelligenza artificiale

Un bellissimo scorcio di Asolo dove sono riassunte tutte le peculiarità del territorio, dalla storicità all’eccellenza vitivinicola: ma, pur essendo il “borgo dei cento orizzonti” nessun visitatore potrà ammirarlo da questa angolazione e con queste caratteristiche.
Tutto artificiale
E il motivo è semplice: la foto è stata realizzata integralmente con l’intelligenza artificiale, cosa che ha fatto saltare sulla sedia l’assessore alla cultura Beatrice Bonsembiante che è anche referente dell’ufficio turistico asolano. Che non le ha mandate a dire. La foto è stata pubblicata sul profilo Instagram di una blogger accompagnata da queste parole piene di entusiasmo per Asolo: “È uno dei luoghi che sembrano sospesi nel tempo, con le sue piazze silenziose, i vicoli più eleganti e una luce morbida che si posa sulle facciate antiche. È un borgo che invita a rallentare, a camminare senza fretta…” e via di questo passo. Poi si passa al Prosecco e la cosa ci sta tutta, visto che Asolo ha una sua Docg.

Ci sta meno che poi si faccia riferimento al Cartizze che è da tutt’altra parte della Marca. Ma è proprio la foto che non ci sta: anche all’occhio meno attento non sfugge che la rocca così come la si vede anche da chilometri di distanza ha lasciato spazio ad un castello medioevale che non avrebbe sfigurato in un film, il campanile del duomo è distante anni luce da quello reale, è sparito completamente il castello della regnia Cornaro, appare una scalinata che forse appartiene a un borgo arroccato sui colli dell’Umbria. E nel bel mezzo, anzi nel centro di Asolo, spuntano filari di vite.
Quei filari impossibili
Che ovviamente nella realtà non ci sono, lasciando spazio a dimore storiche per nulla disprezzabili. L’assessora Bonsembiante non ha perso tempo e con il profilo visit_asolo ha subito fatto presente queste incongruenze: “Grazie per aver scelto Asolo! Dispiace solo che abbia scelto di pubblicare una foto fatta con l’intelligenza artificiale. Non crediamo che la bellezza di Asolo ne abbia bisogno”. «Eh lo so» replica la blogger «purtroppo non avevo foto personali ma colmerò la lacuna al più presto».
Poi aggiungendo: “grazie per il suggerimento quindi per onore di chiarezza, specifico che l’immagine è AI: ne aggiungerò nuove e reali appena scoprirò Asolo di persona”. Il che non è proprio un bel biglietto di visita per chi suggerisce visite turistiche. Ma non è stato l’unico caso di una Asolo ricostruita con l’AI.
L’assessora ha infatti scoperto che anche un albergo della pedemontana ha usato un’immagine creata artificialmente per illustrare Asolo: col risultato di ottenere un misto tra Cortina (a vedere il campanile) e un borgo del centro Italia. Anche qui la giustificazione è che non avevano foto di Asolo e si aveva fretta di pubblicare il post: «provvederemo quanto prima, grazie della segnalazione» dicono al telefono. Di fronte a due esempi di questo tipo, in un post sul suo profilo personale, Bonsembiante non usa mezzi termini, per definire chi usa l’intelligenza artificiale in questo modo “con disinvoltura non capendo che è sbagliato”.
«Almeno l’albergo aveva avvisato che era un’immagine artificiale, la blogger solo dopo il nostro messaggio» aggiunge Bonsembiante «non avevano foto di Asolo? Bastava una telefonata al nostro ufficio turistico e in tempo reale avrebbero avuto tutte le foto che volevano, senza nessun vincolo di utilizzo. Sinceramente non capisco perché hanno voluto inventare una Asolo che non esiste. Voglio essere chiara: l’AI ha potenzialità meravigliose, è una rivoluzione epocale. Ma è uno strumento, le implicazioni positive o negative dipendono solo dall’uso che se ne fa. In questo caso, poi, la buona intenzione è evidente. Ma potrebbe avere un risvolto negativo non indifferente».
Infatti c’è sempre il rischio – e neanche tanto infrequente – che un’immagine inventata crei false aspettative: «E si può ben capire cosa vuol dire questo in un settore delicato come quello del turismo. Non sono poche le persone che scelgono una meta in base alle suggestioni delle immagini e poi devono fare i conti con tutt’altra realtà. In questo caso, ripeto, Asolo non aveva motivo di essere abbellita o resa più affascinante: lo è già di suo. E il nostro ufficio turistico è ben volentieri a disposizione di chi vuol divulgarne la conoscenza. Quella vera, però».
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