Agosto 2026 tra i mesi più caldi di sempre: cosa dicono i dati sul Veneto

Per 28 giorni su 31, agosto è stato attraversato da intense ondate di calore. Con precipitazioni in calo e riserve nevose esaurite, il mese appena passato si sta avvicinando al record di caldo del 2003

Agosto 2026 ha registrato 18 notti tropicali
Agosto 2026 ha registrato 18 notti tropicali

Dei 31 giorni di agosto, 28 li abbiamo vissuti con temperature da ondata di calore. Lo rivela l’Arpav che lancia una previsione: agosto 2026 in Veneto si sta avvicinando al record di caldo del 2003.

Il termometro

I numeri non mentono. La nostra regione, per il mese appena passato, registra ben 18 notti tropicali (quando il termometro non scende mai sotto ai 2 gradi). Anche nelle ore diurne agosto ha messo a dura prova le attività quotidiane. Le giornate con una temperatura massima superiore ai 30 gradi sono state 26 in pianura. Il calendario si allarga: l'anomalia media è di +9 giorni rispetto al clima normale.

Con un'anomalia per le temperature medie regionale di +3.2 °C rispetto alla norma 1991-2020, agosto 2026 si classifica come il secondo più caldo mai registrato dalla rete Arpav, ponendosi a brevissima distanza dallo storico agosto 2003.

Il risultato intacca i parametri di temperatura massima e minima. Per le minime l’anomalia è di +3.1 °C, per le massime +3.0 °C.

Pioggia e precipitazioni

Più rassicuranti i dati Arpav sulla quantità di pioggia che ha bagnato il Veneto. Non fraintendiamoci, siamo comunque in negativo: meno 12 per cento rispetto alla serie storica 1991-2020. 

Le prospettive migliori le ha incassate la pianura, che chiude il bilancio di agosto in parità.

Il quadro però è disomogeneo. La differenza negativa è stata più marcata sulla fascia pedemontana (-30 %) e sull'area alpina e prealpina (-15 %).

La neve 

La mancanza di risorsa idrica è un problema che si radicalizza a monte con l’assenza di neve. 

Agosto 2026 non ha registrato nessuna nevicata in alta quota, mentre la fusione dei ghiacciai e il degrado del permafrost sono continuati per tutto il mese. Il ghiacciano del Piz Boè, tra le provincie di Belluno, Bolzano e Trento e a quasi 3000 m di quota, non ha più terreno gelato

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