Antonius a Padova, tecnologia e fede per poter “entrare” nella vita del Santo

LA novità
L’immagine dell’oceano, le onde che s’infrangono sulla spiaggia, il rumore dell’acqua, il sottofondo dei gabbiani e la voce di Antonio che parla: calda e profonda. È l’accoglienza che il pellegrino e l’appassionato d’arte riceveranno da “Antonius”, il nuovo percorso multimediale sulla vita e le opere del Santo.
L’attore Giuseppe Russo presta la sua voce al Taumaturgo, poi compare la figura di una donna, gentile ed elegante che raffigura la mamma del Santo, fiera del suo “piccolo”, «quel giovane», racconta con un linguaggio contemporaneo e familiare «che già papà Martinho vedeva cavaliere ed eroe».
I testimoni sono otto e sembrano tutti amici di lunga data. Le emozioni sono tante, quelle confidenze sussurrate come se si fosse nel tinello di casa, commuovono, ed è a questo punto che la tecnologia gioca una carta maestra: il passaggio nella seconda sala è un “guado”, un corso d’acqua di otto metri, un’illusione che incanta e introduce in uno spazio più dinamico. Qui colpiscono e sorprendono gli altorilievi della chiesa, quelli che nella Basilica sono così alti da non essere visti, meno ancora studiati ed ora sono a portata di mano. I frati di oggi raccontano l’attualità, il messaggio di Antonio che continua a macinare chilometri nel mondo, instancabile. Ad effetto il finale: il video con le immagini della tradizionale processione del 13 giugno, diventa un bagno di folla che sembra essere lì, nella stessa sala, a misura di visitatore.
Ma le sorprese non sono finite. Al passo con i tempi, ma forse addirittura sorpassando i tempi, l’ospite è salutato dalla singolare possibilità di scattare un selfie con tre scenari di solito non fotografabili: le cupole del Santo, la tomba e il chiosco della magnolia. La foto sarà poi recapitata a casa, tutto gratuitamente, i frati chiedono solo offerte libere a chi lo desidera. Antonius è insomma una mostra che non smette di sorprendere, mille metri quadrati che animano uno spettacolo che fa incontrare spiritualità e arte, servendosi di una tecnologia all’avanguardia. Un progetto fortemente voluto dalla Pontificia basilica e dal Messaggero di Sant’Antonio (che così festeggia anche il 120° anniversario di fondazione del mensile antoniano) è reso possibile grazie al sostegno di alcuni “amici” speciali: la Fondazione Cariparo (con 400 mila euro), lo stesso Messaggero (400 mila), le associazioni statunitensi The Anthonian Association of the friends of St. Anthony e Borden Family, (insieme 400 mila dollari) e la canadese Saint Anthony of Padua Mission Aid (100 mila dollari). Il percorso museale sarà aperto al pubblico da domenica prossima con orario continuato (9-18), resterà permanente e sarà gratuito per tutti i visitatori con 10 lingue disponibili: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, croato, arabo e russo. A queste si aggiunge una traccia audio per non vedenti. —
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