Arrestata commessa col vizio del furto

Al Valecenter di Marcon rubati 350 preziosi dalla gioielleria per un ammanco di 150 mila euro
Il Valecenter di Marcon
Il Valecenter di Marcon
MARCON.
Gioielli che sparivano dal negozio. Ammanchi del valore di 108 mila euro tra gennaio e giugno 2010 e che sono proseguiti raggiungendo i 150 mila euro. Da maggio la Squadra Mobile di Venezia indagava sui furti da «Stroili Oro» al Valecenter di Marcon, dopo la denuncia del titolare. L'altro ieri i poliziotti hanno arrestato la commessa, F.D.P., 40 anni di Padova, per furto aggravato.


L'hanno arrestata due giorni fa «in flagranza di reato», c'è scritto nel loro rapporto, cioè mentre usciva dal negozio dove lavorava con alcuni gioielli nascosti in borsa. Quattro braccialetti ed un anello, valore 2 mila euro. Ad incastrarla sono stati i riscontri di una telecamera nascosta nella cassaforte del negozio, proprio per individuare il misterioso ladro che da mesi rubava gioielli. Con la donna al seguito, una quarantenne di Padova, incensurata, gli agenti della Mobile hanno perquisito casa sua, e hanno trovato altri 350 gioielli di tutti i tipi. Non è stato facile scoprire che a portar via la merce era la commessa padovana, anche se inizialmente i sospetti si erano puntati nei confronti dei dipendenti.


Gioiellerie di questo tipo contano tanti punti vendita e tanti dipendenti. Da «Stroili Oro» lavorano sei persone, compresa la titolare. Di certo, quando nei primi giorni di maggio, confrontando gli incassi e i pezzi venduti sono venuti alla luce le gravi discrepanze, non era stata denunciata la visita di un ladro. Nessun segno di effrazione della cassaforte. In questi mesi, gli investigatori hanno attivato controlli sui dipendenti, ma solo due giorni fa la telecamera nascosta nella cassaforte ha permesso di intuire chi fosse a portarsi via i gioielli. Gli agenti erano appostati all'interno del centro commerciale e hanno seguito le mosse della padovana F.D.P., fermata poi a fine turno. Tra ammanchi denunciati e merce sequestrata dalla polizia a casa della donna (valore, 60 mila euro), il conto supera i 200 mila euro.


La donna aveva lavorato in un negozio della stessa catena a Padova e da dicembre era al Valecenter. Gli ammanchi, spiegano gli investigatori, sarebbero iniziati dal mese di gennaio. A casa della donna trovati anche strumenti di peso, controllo e lavorazione dell'oro. Ora gli agenti della Mobile stanno cercando di capire i contorni della vicenda e se la commessa abbia venduto parte dell'oro rubato. Per permettere queste indagini il pm di Venezia Carlotta Franceschetti non ha mandato a processo per direttissima l'arrestata, ma ne ha chiesto la convalida al giudice delle indagini preliminari.
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