Madre e bimbo trovati morti nel laghetto: la Procura indaga per omicidio
Aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti dopo il ritrovamento dei corpi di una donna di 39 anni e del figlio di un anno in un laghetto artificiale a Castelguglielmo. Nessuna ipotesi esclusa, compreso l’omicidio-suicidio: decisive saranno autopsia e accertamenti dei carabinieri

La Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per omicidio, al momento a carico di ignoti, sulla morte della donna di 39 anni e del figlio di poco più di un anno trovati senza vita ieri pomeriggio (28 marzo) in un laghetto artificiale a Castelguglielmo, nella Bassa rodigina.
Si tratta di un passaggio tecnico necessario per consentire tutti gli accertamenti del caso: gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un omicidio-suicidio.
Le vittime, entrambe di origine cinese e residenti in paese, erano state viste nel primo pomeriggio nei pressi dello specchio d’acqua, nella zona industriale all’imbocco della Transpolesana. La donna spingeva il passeggino, poi ritrovato abbandonato a pochi passi dalla riva.
A dare l’allarme, attorno alle 14, è stato un passante che, insospettito proprio da quel passeggino lasciato sull’orlo del laghetto, si è avvicinato notando due corpi riaffiorare a breve distanza dalla sponda. Immediata la chiamata ai soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco con i sommozzatori e il personale del Suem 118.
Attivati anche gli elicotteri da Venezia e Bologna per le ricerche e il controllo dell’area. I pompieri si sono calati nelle acque, profonde in alcuni punti fino a due o tre metri, recuperando i corpi della donna e del bambino. Inutili i tentativi di rianimazione: il medico legale ha potuto soltanto constatare il decesso.
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Claudio Neri. I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e ricostruendo le ultime ore di madre e figlio. La Scientifica ha effettuato i rilievi nell’area, posta sotto sequestro, concentrandosi anche sul passeggino alla ricerca di elementi utili.
Dai primi accertamenti non sarebbero emersi segni evidenti di violenza sui corpi, ma sarà l’autopsia, fissata per domani, a fornire risposte più precise sulle cause della morte. Nel frattempo, i sommozzatori hanno proseguito le ricerche per escludere la presenza di altre persone coinvolte.
Resta da chiarire anche il contesto familiare. A poca distanza dal luogo della tragedia vive un nucleo di origine cinese, ma non è ancora certo se la donna abitasse lì con il bambino né in quali condizioni.
«Siamo profondamente addolorati – ha dichiarato il sindaco di Castelguglielmo, Giorgio Grassia –. È una tragedia che lascia il segno nella comunità, soprattutto quando a rimanere vittime sono bambini così piccoli. Purtroppo sappiamo poco di questo nucleo familiare, anche perché si tratta spesso di comunità molto riservate. Ci stringiamo al dolore dei familiari».
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