L'eredità in divisa: la storia di Carlo e Jessica, poliziotti di padre in figlia
Da Brugnera a Venezia, quattro generazioni unite dal senso del dovere. Jessica, 20 anni e tre lingue parlate, segue le orme di papà Carlo: «Un esempio che si trasforma in futuro»

Poliziotti, di padre in figlia. Una storia che, in occasione della festa del papà, è stata condivisa dalla Polizia di Stato di Pordenone. Parla di affetti profondi, valori tramandati e scelte di vita coraggiose.
È la storia di Carlo Brieda, 58 anni, padre in divisa, che con dedizione e senso del dovere rappresenta un esempio per chi gli è accanto. Una figura che, giorno dopo giorno, ha saputo unire la fermezza del ruolo di poliziotto alla dolcezza dell’essere padre, trasmettendo con i gesti più che con le parole il significato autentico dell’impegno e della responsabilità.
Oggi la stessa eredità vive negli occhi e nelle scelte di sua figlia Jessica, vent’anni, che ha deciso di intraprendere il medesimo percorso, seguendo le orme del padre e, prima di lui, dello zio del nonno e del fratello del bisnonno. Una scelta che non nasce solo dall’ammirazione, ma da un legame profondo, costruito nel tempo, fatto di valori condivisi, rispetto e amore.
Carlo Brieda, originario di Vittorio Veneto e residente a Brugnera, ora è impiegato nell’ufficio logistica e appalti della questura di Pordenone; in precedenza è stato per molto tempo alla polizia stradale cittadina, a Treviso, al reparto prevenzione e crimine di Padova e ancor prima a Varese.
La figlia Jessica si è diplomata al Grigoletti di Pordenone, liceo a indirizzo linguistico, e ora è iscritta alla Cà Foscari, a Venezia. Ha sempre avuto la passione per la cyber sicurezza (di cui si occupa la polizia delle comunicazioni) e ci ha provato: sei mesi di scuola di polizia a Trieste e il trasferimento all’aeroporto di Venezia, alla polizia di frontiera. Parlando tre lingue – inglese, spagnolo e tedesco – non avrà difficoltà a rapportarsi con le persone straniere in transito.
La divisa, in questa storia, non è solo un simbolo istituzionale: è un filo che unisce quattro generazioni, che racconta sacrifici, orgoglio e appartenenza. È il segno visibile di un esempio che si trasforma in futuro.
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