Bibione, 55enne accusato di pedofilia: nella camera d’albergo migliaia di foto e video di bambini
Indagine su un 55enne accusato di detenzione di materiale proibito a Bibione: nel cellulare e nel pc migliaia di foto e video intimi di bambini

Materiale utile all’indagine anche nella camera d’albergo è stato trovato dalla Polizia locale di Bibione durante la perquisizione ai danni del 55enne accusato di detenzione di materiale pedopornografico.
L’uomo, dopo la convalida dell’arresto, resta in carcere. Si presume sia solo fotografo e venditore per incentivare il suo business.
L’intervento, ricorda la Polizia locale, è scattato a seguito dell'efficace segnalazione da parte del personale addetto alla vigilanza della spiaggia e del tempestivo intervento delle pattuglie del Comando di Polizia Locale impiegate sul territorio.
La dinamica dell'intervento
A seguito della segnalazione da parte degli assistenti ai bagnanti, allarmati dai comportamenti sospetti dell’uomo nei confronti di alcuni minori, è scattata immediatamente la procedura d'intervento. Gli operatori della spiaggia hanno prontamente individuato il soggetto e richiesto l'intervento della Polizia Locale, giunta sul posto in tempi brevissimi riuscendo a bloccare l’uomo e portarlo al Comando.
Informato tempestivamente il pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Pordenone, è stata disposta ed eseguita nella notte una duplice perquisizione.
Le operazioni hanno dato esito positivo sia presso la struttura alberghiera di Bibione dove l'uomo soggiornava, sia — in contemporanea e grazie alla stretta collaborazione con il Corpo di Polizia locale di Milano — presso la sua residenza abituale.
Gli immediati accertamenti ed analisi informatiche condotte sui telefoni cellulari e sugli altri dispositivi elettronici e memorie esterne in possesso dell'indagato e sottoposti a sequestro, hanno permesso di rinvenire migliaia di file tra filmati e scatti fotografici ritraenti minori nudi o in contesti sessuali.
Le indagini proseguono tuttora per esaminare la totalità dei supporti digitali sequestrati e nella disponibilità dell’indagato.
«La tutela della sicurezza dei cittadini, dei turisti e in particolare dei minori rappresenta una priorità assoluta per il nostro Comando e per l'amministrazione comunale», spiega il comandante pordenonese Alessandro Filippin.
«Questo intervento dimostra l'efficacia e tempestività del dispositivo di controllo del litorale e l'importanza fondamentale della collaborazione attiva tra gli operatori di settore in spiaggia e la Polizia locale, che ha permesso di intervenire tempestivamente e di consegnare il responsabile all'Autorità Giudiziaria per gli accertamenti e sviluppi successivi».
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