Inferno di fuoco in Croazia, una donna morta e migliaia in fuga in mare: è tra i peggiori incendi nella storia del Paese

Le fiamme sono scoppiate a Lokva Rogoznica e si sono propagate verso la città di Omiš distruggendo abitazioni e veicoli. Oltre mille sfollati, soccorsi drammatici della Capitaneria in mare per portare in salvo centinaia di turisti

Le carcasse delle auto distrutte dall'incendio in Croazia (Ansa)
Le carcasse delle auto distrutte dall'incendio in Croazia (Ansa)

La costa dalmata a sud-est di Spalato è stata teatro di uno dei più devastanti incendi boschivi della storia recente della Croazia. Un rogo di imponenti proporzioni, divampato nella serata di giovedì 13 agosto nella località turistica di Lokva Rogoznica, ha rapidamente travolto la vegetazione spinto dalle forti raffiche di vento, raggiungendo il centro abitato e i sobborghi della vicina Omiš (Almissa) e divorando un'area stimata tra i 900 e i 1.000 ettari.

Il bilancio umano dell'emergenza è drammatico: una donna nata nel 1992 ha perso la vita, mentre oltre 40 persone sono state ricoverate negli ospedali della regione.

Tra i feriti si contano 10 pazienti ricoverati in terapia intensiva e 7 in pericolo di vita con ustioni estese su percentuali di corpo comprese tra il 15 e il 60%. Coinvolti anche due vigili del fuoco, un ragazzo diciassettenne in condizioni critiche e due turisti, uno di nazionalità polacca e uno tedesca. Alcuni dei feriti più gravi sono stati trasferiti nei nosocomi della capitale Zagabria.

Gigantesco incendio a sud di Spalato in Croazia: un morto, dieci in terapia intensiva e altri 30 feriti

La drammatica fuga in mare e l'accoglienza degli sfollati

Con le principali arterie stradali bloccate dalle fiamme, dal fumo denso e dai black-out elettrici che hanno colpito Omiš, centinaia di residenti e turisti si sono trovati la via di fuga terrafermata del tutto preclusa. Disperati, in molti si sono diretti verso la scogliera e la costa trovando scampo in acqua su scogli, gommone, pedalò e piccole imbarcazioni di fortuna.

Le operazioni di soccorso della Capitaneria di porto e delle autorità marittime regionali sono state concitate e drammatiche: le motovedette sono riuscite a trarre in salvo dal mare 194 persone, tra le quali diversi bambini.

Croazia, auto e case bruciate dopo un incendio: migliaia di persone in fuga

Contemporaneamente è scattato il piano d'evacuazione di massa per oltre un migliaio di persone. Circa mille sfollati hanno trovato un primo rifugio all'interno del palazzetto dello sport di Omiš, allestito con brandine e letti d'emergenza gestiti dalla Croce Rossa. Ulteriori centri di accoglienza straordinaria sono stati aperti nei comuni vicini di Makarska e Spalato, quest'ultimo capace di prendere in carico 321 evacuati, in maggioranza turisti stranieri.

Oltre 300 pompieri sul campo e la ripartenza dei Canadair all'alba

La macchina dei soccorsi ha visto l'impiego di oltre 300 vigili del fuoco che hanno lottato per tutta la notte tra giovedì e venerdì a difesa delle case. L'intervento dei mezzi aerei è stato fortemente condizionato dall'oscurità e dalle avverse condizioni meteo: quattro velivoli Canadair pronti alla base non hanno potuto alzarsi in volo prima delle prime luci dell'alba di venerdì 14 agosto, momento in cui hanno iniziato le operazioni di sgancio d'acqua per contenere l'avanzata del fronte di fuoco.

Violento incendio in Croazia, i vigili del fuoco in azione a Lokva Rogoznica

Nel corso del pomeriggio di venerdì la situazione ha registrato momenti di ulteriore apprensione per l'apertura di un secondo focolaio sul Monte Imber, nel canyon della Cetina nei pressi delle frazioni di Rogošići e Mimičići, risolto con l'invio tempestivo di squadre di terra e aerei antincendio.

Indagini della Polizia scientifica e la situazione negli altri fronti dalmati

Nel pomeriggio di venerdì gli specialisti dell'Unità di rilievi sulla scena del crimine e tecnologie forensi della Questura di Spalato-Dalmazia hanno raggiunto i luoghi devastati dal fuoco per avviare i primi accertamenti insieme agli ispettori antincendio: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti non si esclude la natura dolosa del rogo.

In serata, il comandante in capo dei vigili del fuoco croati, Slavko Tucaković, ha tracciato un quadro in progressivo miglioramento ma che impone ancora estrema cautela a causa del soffiare del vento di maestrale.

Oltre al fronte di Omiš, le forze antincendio regionali — rinfrescate dall'arrivo di nuove squadre giunte da Zagabria e dall'entroterra — sono riuscite a perimetrare e mettere sotto controllo anche i roghi scoppiati nella penisola di Sabbioncello (Pelješac), nei pressi di Traù e a Potomje, dove le fiamme hanno lambito il piccolo cimitero locale. Resta da domare completamente l'ultimo fronte attivo a Ninski Stanovi, vicino alla città di Zara.

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