Una delle prime magistrate, 'nuove generazioni credano in sé stesse, possono farcela'

"Quando entrai in magistratura ero sola. Ora le donne sono la maggioranza"

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - "Le donne non potevano entrare in magistratura, e finalmente con la legge del 9 febbraio 1963 fu data questa possibilità, che cambiò radicalmente sia l'immagine del corpo della magistratura, sia, secondo me, il modo di fare giurisprudenza, quindi fu un momento molto significativo e molto importante". Lo ha detto all'ANSA Maria Gabriella Luccioli, una delle prime otto donne a entrare in magistratura in Italia e prima donna a essere nominata Presidente di sezione presso la Corte di Cassazione, in occasione della presentazione della mostra "Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell'ANSA. 1946 - 2026", al Complesso di Vicolo Valdina, in piazza Campo Marzio 42 a Roma.
 "Quando entrai in magistratura ero completamente sola - ha ricordato -. Eravamo in otto, ma nel distretto di Roma c'ero solo io e quindi mi sono dovuta confrontare con ambienti sempre maschili, con tutto ciò che questo comportava in termini di attesa, perplessità, scetticismo, paternalismo odioso. E quindi bisognava dimostrare che quella ammissione era meritata, essere sempre bravissime, disponibili a tutte le esigenze dell'ufficio".
 Com'è l'ambiente oggi? "Numericamente è completamente cambiato - ha affermato Luccioli -. Ora le donne sono il 57% del totale dei giudici e questo numero è destinato ad aumentare sempre di più, perché sempre più donne vincono il concorso, perché escono dall'università sempre più motivate. Quindi la femminilizzazione è stata molto rapida, però negli uffici dei vertici si avverte ancora una scarsa rappresentanza femminile. Quindi è importante ricordare questi ottant'anni di storia, così come credo sia fondamentale per le nuove generazioni credere in sé stesse e impegnarsi, perché ce la si può fare". (ANSA).

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