Sindaco Cagliari, tagliati 400 milioni a cantieri città metropolitane

(ANSA) - CAGLIARI, 28 MAG - Una critica del rapporto tra lo Stato centrale e le autonomie locali e la denuncia della mancanza di una strategia coerente per il Sud, un "gigante dai piedi d'argilla", ricco di cultura ma frenato da divisioni interne e da un'Europa "schizofrenica" sulle politiche energetiche. Il sindaco di Cagliari e della Città Metropolitana Massimo Zedda nel suo intervento durante l'evento "Far crescere il Sud nella tempesta globale", promosso dall'osservatorio economico e sociale 'Riparte l'Italia' in corso questa mattina a Napoli, nel panel dedicato ai Comuni, non le manda a dire. Si scaglia contro il governo Meloni per quella che definisce una vera e propria mancanza di "serietà nelle relazioni istituzionali", in particolare sullo uno "scippo" dell'ultimo minuto ai danni delle città metropolitane. Zedda denuncia il taglio di 400 milioni di euro destinati alle opere delle Città Metropolitane, "comunicato con una lettera inviata con soli quattro giorni di preavviso". Si tratta, ha spiegato, di risorse già impegnate per cantieri in corso o in fase di aggiudicazione in centri come Napoli, Cagliari, Catania e Palermo, stornate per finanziare un "Piano Casa" che, secondo il primo cittadino, "non c'è e non ci sarà" prima di diversi anni a causa dei tempi burocratici. "Abbiamo tolto 400 milioni al sistema delle imprese italiane per un annuncio in conferenza stampa", ha commentato Zedda che ha poi ironizzato sulla gestione dei conti pubblici: "A fronte di un debito nazionale di 3.100 miliardi, il sistema dei comuni incide solo per lo 0,1% (7 miliardi), eppure è il primo settore colpito dai tagli strutturali nonostante gestisca solo il 6,5% della spesa complessiva per erogare i servizi essenziali. Chi opera queste scelte non passerebbe l'esame di matematica di quinta elementare", ha rincarato Zedda. (ANSA).
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