La morte di Domenico, 'confronto in chat per versione definitiva diario clinico'

Per pm su WhatsApp la prova della modifica della cronologia degli eventi

(ANSA) - NAPOLI, 08 SET - Sarebbe stato frutto di una vera e propria marcia di avvicinamento, di un confronto tra medici durato oltre due giorni, il diario clinico della cardiectomia eseguita sul piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto lo scorso febbraio nella terapia intensiva dell'ospedale Monaldi a causa di un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025. E' quanto ritiene di avere scoperto la Procura di Napoli analizzando le chat presenti sui cellulari di due medici coinvolti nell'indagine che ha portato a una misura di interdizione (di un anno) emessa nei confronti dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, ritenuti dal gip di Napoli Mariano Sorrentino colpevoli di avere falsificato la cartella clinica di Domenico. Il prossimo 11 settembre è prevista l'udienza davanti al tribunale del Riesame di Napoli relativa all'appello presentato dagli avvocati dei due medici condannati. Nei messaggi che i due medici - Emma Bergonzoni e Mariangela Addonizio (rispettivamente secondo e terzo operatore, quest'ultima specializzanda) - si sono scambiati emerge una sorta di marcia avvicinamento alla versione definitiva del referto operatorio definitivo datato 26 dicembre 2025. Le versioni riscontrate su WhatsApp, inviate al primo operatore Guido Oppido, sono complessivamente quattro: nelle prime due non viene menzionata la contemporaneità dell'inizio della cardiectomia con l'apertura del frigo box contenente il cuore, poi rivelatosi essere congelato, espiantato a Bolzano. Nell'ultima, invece, viene menzionato che l'intervento chirurgico per togliere il cuoricino di Domenico prende il via contemporaneamente all'apertura del contenitore. In sostanza nelle prime due versioni si fa riferimento all'inizio della cardiectomia in contemporanea con l'arrivo dell'equipe di espianto da Bolzano mentre nelle ultime due invece la cardiectomia avrebbe preso il via con l'arrivo in sala operatoria del cuore del donatore prelevato dal frigo box (poi risultato essere antiquato e fuori dalle linee guida). Secondo gli inquirenti (la Procura di Napoli con il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, e il Nas coordinato dal colonello Alessandro Cisternino) quelle quattro versioni altro non sono che tappe di avvicinamento e aggiustamento della versione definitiva da presentare e quindi una prova della falsificazione dei documenti. (ANSA).

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