Hoebel urla le mille voci di guerra smascherandone la retorica

(ANSA) - TRIESTE, 06 NOV - Come manipolare i cittadini convincendoli che la guerra è giusta, se non necessaria, e le voci, le frasi, che alla guerra spingono o che al contrario smascherano la retorica bellicistica, da Elias Canetti a George Orwell, da Giulio Cesare a Joseph Goebbels. E' lo spettacolo di Diana Hoebel "Pace - Svuotare gli arsenali, riempire i granai", in scena con i fratelli Daniele (drum machine) e Stefano Mastronuzzi (chitarra), in arte il duo di rock progressivo Baby Gelido, al Teatro dei Fabbri; produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste. "Uno spettacolo contro ogni belligeranza!", come puntualizza la stessa Hoebel. L'autrice e drammaturga compare sul palco in una atmosfera musicale cupa e misteriosa indossando una maschera che raffigura un teschio. Snocciola subito le parole che hanno convinto i popoli a scendere in guerra: Cita Cesare che sprona i suoi uomini alla vittoria, papa Urbano II perché si vada in Terra santa per scacciare gli infedeli; Goebbels dai toni sinistri ma anche George Bush, Antonio Scurati, Ursula von der Leyen, più pacati. Alle sue spalle compaiono di tanto in tanto manifesti, poster, grafici di guerra: il noto "I want you" statunitense o il fante italiano accecato che dice di aver perso la vista in battaglia combattendo per la patria, e invita a fare sacrifici con lo stesso obiettivo. Hoebel prende da elementi colti, come i 10 punti sulla propaganda sintetizzati dalla studiosa belga Anne Morelli (2003) e le "Menzogne di guerra" (1928) scritte dal diplomatico inglese Arthur Ponsonby. Bisogna alimentare la paura nei popoli, il timore di essere accerchiati, per poi scendere nell'arena e cominciare l'inutile mattanza. Ma a chi serve tutto ciò? si chiede l'autrice. La risposta è facile: "Ai fabbricanti di armi", che vendono senza curarsi dei confini o delle appartenenze. Si recita qui anche l'appello alla pace di (tra gli altri) Albert Einstein e Bertrand Russell; si ricordano le parole di pace di Piero Calamandrei. "La guerra si combatte nella nebbia di falsità, gran parte delle quali non vengono mai scoperte e sono credute vere" sottolinea Hoebel durante il reading citando Ponsonby. Non lo dice, ma implicitamente invita il pubblico a porsi domande su quanto sta accadendo nel mondo oggi, che sembra prepararsi a un conflitto disastroso. (ANSA).
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