Gaza: esperta, il trauma non è post ma collettivo e non finisce mai

(ANSA) - UDINE, 13 APR - "Non è un disturbo post-traumatico: è un trauma cronico, continuo, che si trasmette da una generazione all'altra". Così Widad Tamimi, scrittrice e giornalista di origini palestinesi ed ebraiche, intervenendo all'Università di Udine in occasione della presentazione del suo libro "Tra Palestina e Israele: raccontare la guerra, pensare la pace" edito da Feltrinelli. "Parliamo di una condizione simile alla sindrome da Vietnam, ma senza 'post': il trauma non finisce mai". Tamimi descrive un impatto psicologico collettivo: "Non è un problema individuale, riguarda un intero popolo. Chi riesce a recarsi altrove porta con sé un senso di colpa devastante verso chi resta, verso i morti, verso la propria famiglia". La psicanalisi, osserva, "sta emergendo anche in un mondo dove prima c'era meno apertura: molti giovani palestinesi che arrivano in Italia per studiare, dopo mesi chiedono aiuto". Ma servono strumenti adeguati: "È un trauma intergenerazionale e interregionale, che richiede approcci diversi, anche con il contributo di esperti locali". Sul presente, la denuncia è netta: "A Gaza si continua a vivere sotto le bombe. È tutto distrutto: non ci sono scuole, ospedali, sale operatorie, medicinali, e il cibo è pochissimo". (ANSA).
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