Morgan, che show (a sorpresa) a Venezia

Il cantante ha inaugurato la mostra personale dell’artista macedone Robert Gligorov in rio terà Foscarini con una performance dal vivo iniziata con un giallo

Costanza Francesconi
Morgan davanti alla mostra a Venezia
Morgan davanti alla mostra a Venezia

Chitarra elettrica e amplificatore. In rio terà Foscarini a Venezia, una performance a effetto sorpresa di Morgan ha inaugurato giovedì 25 giugno la mostra personale “Doomsday clock party” dell’artista macedone Robert Gligorov. Il frontman dei Bluvertigo, gruppo musicale scoperto e supportato inizialmente proprio da Gligorov, ha indossato per l’occasione un passamontagna nero con otto croci cucite sul capo.

Lo stesso accessorio che veste Gligorov nella fotografia esposta al civico 881 A di Dorsoduro, parte della selezione di opere visibili fino al 30 settembre. Morgan ha dapprima attirato lo sguardo dei passanti, in abiti scuri, in piedi dietro la vetrina del piccolo spazio espositivo all'Accademia. Poi ha rotto il silenzio, con il viso coperto. Infine, si è svelato, capelli arancioni. Ha suonato all’aperto, circondato da un capannello di curiosi, trasformando la vernice in una vera e propria performance dal vivo.

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Gligorov, macedone, è stato mentore della band monzese di Morgan, Andy e Marco Pancaldi agli esordi. Per i Bluvertigo ha realizzato gli artwork dei dischi Acidi e basi (1995) e Metallo non metallo (1997).

Più che rappresentare la fine del mondo, Doomsday Clock Party mette in scena la condizione paradossale della contemporaneità: la consapevolezza dell'imminenza e il desiderio ostinato di continuare a celebrare. Le opere di Gligorov interrogano la nostra capacità di convivere con la catastrofe trasformandola in immagine, rito e bellezza.

Venezia diventa così il luogo ideale di questa riflessione. Città costruita sull'acqua, sospesa tra permanenza e scomparsa, essa incarna la stessa condizione evocata dalla mostra: quella di un mondo che conosce la propria fragilità e che, proprio per questo, continua a produrre arte, memoria e visioni. Forse il significato più profondo di Doomsday Clock Party risiede qui: non nell'attesa della fine, ma nella straordinaria capacità umana di continuare a danzare davanti all'ignoto.

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