A Jesolo zone rosse e 65 Daspo urbani, il sindaco: «Via chi non rispetta le regole»
Il primo cittadino De Zotti: «Avanti tutta con i metal detector per scovare i coltelli: sequestrati a decine»

Nel 2025 a Jesolo sono stati dati 65 Daspo urbani: la città non vuole chi delinque o disturba la quiete della città e dei suoi ospiti. E li manda via in malo modo, con provvedimenti inizialmente temporanei che possono anche essere prolungati per più anni. Giovani, o adulti, che non possono più mettere piede a Jesolo.
Spacciatori, ubriachi o tossici, ladruncoli, persone che hanno danneggiato aiuole o cartelli stradali, coinvolti in risse e violenze sulle strade o nei locali.
E ai Daspo, si aggiungono le zone rosse, che sono di fatto una forma di Daspo allargato in quanto la violazione di queste aree concordate con il Prefetto tra lido e Paese, produce comunque un allontanamento da Jesolo.
Il sindaco, Christofer De Zotti, non si stupisce di un dato che è in linea con la politica adottata finora e che in questi ultimi anni si attesta su questi numeri di un certo rilievo. «È la politica dell'amministrazione comunale», commenta il primo cittadino, «Abbiamo spinto sui Daspo, conseguenza di una condotta che abbiamo intrapreso da tempo con la nostra polizia locale: non volere le persone che creano problemi alla città».
Per un giovane, soprattutto, essere escluso e mandato via dal luogo del divertimento, della spiaggia e dei locali notturni, rappresenta un trauma. Non potersi recare dove gli amici trascorrono il fine settimana e si divertono è quasi un “marchio” di sconfitta, o comunque un segno di cui non farsi vanto.
«Fin dal nostro insediamento», ricorda De Zotti, «abbiamo cercato di affermare un principio: chi pensa di venire a Jesolo per fare casino e non rispettare le regole non è benvenuto e se ne può tornare a casa sua. La politica dei Daspo urbani persegue questa volontà». Ci sono poi i metal detector in dotazione alla polizia locale per il controllo, ad esempio, dei coltelli tanto diffusi tra i maranza. Ne sono stati sequestrati a decine la scorsa estate.
Da segnalare, poi, i verbali emessi per violazioni alle ordinanze sul consumo e la detenzione di bevande alcoliche: sono stati 102 nel 2025 e 66 nel 2024, tre le denunce all’autorità giudiziaria per somministrazione a minori e la sanzione di 15 giovani clienti. «Proseguiremo con il controllo della somministrazione di alcol ai minori», conclude il sindaco, «con tolleranza davvero zero. La prossima estate i controlli saranno ulteriormente intensificati compatibilmente con la disponibilità del personale. I locali che serviranno alcolici ai minori saranno sanzionati e chiusi. E ritengo che questa nostra severità sia stata compresa dai gestori dei pubblici esercizi».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








