«Zes per Porto Marghera, ormai ci siamo»
«Ormai ci siamo per la realizzazione della Zona economica speciale (Zes) per Venezia e Rovigo. Ora Porto Marghera diventerà per davvero il luogo di una nuova stagione di crescita». Così Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, è intervenuto ieri sera nella sede della Confindustria di Venezia e Rovigo dopo la seduta privata dell’assemblea generale straordinaria in cui è stato approvato il nuovo statuto dell’associazione degli industriali metropolitani. Oltre un’ora di dibattito con il presidente Vincenzo Marinese, in cui si è spaziato dai temi più vicini al territorio fino alle dinamiche politiche nazionali che porteranno da qui alle prossime settimane all’approvazione della legge finanziaria. In mezzo a qualche frecciata, soprattutto sulla Plastic tax criticata aspramente dal mondo industriale, l’applauso degli industriali veneziani è stato rivolto verso l’emendamento che istituisce, nel territorio di Venezia e Rovigo, una Zona logistica speciale con il correttivo del credito d’imposta previsto per la Zona economica speciale. «La scelta di attribuire a Marghera una Zls», ha spiegato Martella ripercorrendo le tappe normative, «ci ha permesso di accelerare i tempi senza cambiare la legge. La differenza c’è dal punto di vista formale, ma non c’è da quello sostanziale, perché agli imprenditori che investiranno a Porto Marghera sarà garantito il credito d’imposta, proprio come avviene nelle Zone economiche speciali». Per il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, questa novità («ci siamo al 99,99%, deve solo essere approvata»), consentirà di portare sul territorio investimenti e capitali.
Numeri poi quantificati dallo stesso Marinese: «Due miliardi di investimenti privati per 26 mila posti di lavoro. È stato fatto un lavoro impeccabile, una strategia intelligente per ottenere con un unico emendamento un risultato atteso da anni».
Dopo la recente convocazione del Comitatone sui temi della salvaguardia della laguna, inevitabili le curiosità degli industriali sui temi che da vicino riguardano l’esistenza di Venezia. Sulle grandi navi, pur confermando le divergenze con il Movimento 5 Stelle («abbiamo sensibilità diverse»), Martella ha confermato le indicazioni del ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli: entro aprile le crociere saranno allontanate da San Marco, per essere dirottate nelle banchine dei traghetti a Fusina e alla banchina Tiv. Una soluzione transitoria, in attesa di approfondimenti: «Nel giro di pochi mesi», ha aggiunto Martella, «daremo il via a una struttura di missione per trovare una soluzione definitiva che compari, da un punto di vista scientifico, tutti i progetti».
Se sullo scavo del Vittorio Emanuele si è detto «dubbioso», Martella ha anche accennato all’idea di un ripensamento sulla governance della laguna e di rivedere le competenze insieme al Provveditorato alle opere pubbliche, alla Città metropolitana e al Porto. «Con i soldi della Legge speciale dovremo proseguire con le opere complementari di salvaguardia, come la manutenzione e l’escavo dei canali», ha concluso Martella, «mentre con i 328 milioni del Mose abbiamo dato il via a un’operazione di trasparenza che metta al corrente i cittadini sullo stato dell’opera». —
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