Venezia, addio a Massimo Radich, tra i fondatori di Terra e Acqua
Una vita al Porto e l’impegno politico: il 78enne alle ultime elezioni ha voluto votare dal seggio allestito all’ospedale Civile. La figlia: «Per lui un dovere imprescindibile»

Alle ultime elezioni comunali aveva votato nel seggio allestito all’ospedale Civile, dove era ricoverato da mesi e dove, lo scorso 22 agosto, è mancato. È stata questa l’ultima cosa che ha voluto fare il 78enne Massimo Radich, per tutti Lucio: votare. Dare il proprio contributo per la sua Venezia, per la quale si è speso per tutta la vita. In pensione, dopo una carriera al Porto, nella Adriatic Sea Shipping, dove si occupava di import export, Radich nel 2014 è stato co fondatore del Gruppo 25 aprile prima, della lista civica Terra e Acqua poi. «Era sempre in prima linea, non mancava mai», lo ricorda commosso Marco Gasparinetti «fino all’ultimo si è battuto per la sua città».
Online, gli amici lo ricordano con le foto delle assemblee, dei cineforum in campo, ma anche sotto lo striscione “Residenti resistenti”, un motto che racconta la tenacia con cui Radich scendeva in campo per provare a risollevare le sorti della città.
«Nell’ultimo periodo», racconta la figlia Elena, «i suoi problemi di cuore sono peggiorati e dopo l’ultimo intervento ha contratto un batterio che ha complicato tutto. Per noi è stato e resta un esempio». Oltre alla figlia e al nipote Giovanni, lascia la moglie Carla Gislon. I funerali saranno mercoledì alle 11 ai Frari.
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