Zaia: «Sul Mose diamo pieni poteri al sindaco E i costi li paghi lo Stato»

«Sul Mose bisogna dare pieni poteri al sindaco, responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini». Lo dice il presidente della Regione Luca Zaia, dopo le polemiche degli ultimi giorni. «Meno lunga è la catena decisionale», ha detto, «più veloci possiamo essere. Fermo restando che, sul fronte della spesa, a pagare deve essere lo Stato». Dibattito che si riaccende dopo un mese e mezzo di acque alte. Con una serie nera che non ha precedenti. Adesso rutti vogliono sapere se il Mose funziona oppure no. C’è anche chi vuole ridurre i tempi. A cominciare dalla neo commissaria Sblocca Cantieri Elisabetta Spitz. «Il Mose non si può utilizzare oggi come difesa dalle acque alte», dicono a una sola voce il provveditore alle Opere pubbliche Cinzia Zincone e il commissario del Consorzio Venezia Nuova Giuseppe Fiengo «Sarebbe rischioso.

Ma chi dovrà premere il bottone, una volta che l’opera sia terminata e funzionante? L’ultimo Comitatone del 26 novembre ha deciso di costituire tavoli per la nuova governance.

Nel frattempo si muovono in tanti. C’è chi propone lo scioglimento anticipato del Consorzio Venezia Nuova. Con rischi di cause e perizie che allungherebbero ancora i tempi per la conclusione dei lavori. Chi dichiara «finita» la stagione degli amministratori straordinari, nominati dall’Anac dopo lo scandalo e gli arresti. I commissari governano oggi oltre al Consorzio Nuova anche Comar, la società di proprietà di Mantovani, Condotte e Fincosit che lavora alle operazioni di prova delle paratie. Tra le candidate alla gestione e manutenzione dell’opera. Decisioni ancora lontane .—

A.V.

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