Volotea aumenta i voli per le feste e punta a Bilbao

TESSERA. Volotea, diventato il primo vettore aereo per numero di destinazioni servite dal Marco Polo, punta a Bilbao per le festività natalizie e di fine anno, ampliando il numero dei voli non solo...

TESSERA. Volotea, diventato il primo vettore aereo per numero di destinazioni servite dal Marco Polo, punta a Bilbao per le festività natalizie e di fine anno, ampliando il numero dei voli non solo per la città basca (tre al giorno) ma anche per le destinazioni tradizionali come Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Cagliari. Da martedì prossimo Volotea aumenterà l’offerta di collegamenti da Venezia non solo verso queste città italiane ma anche per la Francia, con Bordeaux e Nantes e la Spagna con Bilbao. A spingere la compagnia low cost verso la città basca, il numero delle prenotazioni in costante aumento. Sono state oltre 25 mila le persone che hanno scelto Volotea per volare da Venezia a Bilbao nei primi dieci mesi dell’anno. «È una destinazione che piace molto», spiega la country manager Patrizia Rebasti, «anche perché offre grandi opportunità culturali, dal Guggenheim al teatro Arriaga, alla grande cucina stellata dell’Arzumendi, fino al tradizionale appuntamento serale in osteria con i “pintxos”, quelli che qui vengono chiamati “cicchetti”».

«I voli sono quasi tutti pieni ed è per questo», spiega ancora la manager, «che abbiamo deciso di aumentare le frequenze di alcune delle rotte più richieste, come, appunto, Bilbao». E anche Volotea festeggia un ottimo Natale con numeri che hanno superato le previsioni. Oltre un milione di passeggeri trasportati in un anno e quasi 700 mila dal Marco Polo con un risvolto particolare. Oltre la metà sono nuovi passeggeri che hanno rivolto l’attenzione verso lo scalo veneziano perché volevano raggiungere una determinata destinazione che altri scali non avevano. Per l’estate 2014 tre nuove mete: Samos, Proveza-Lefkada e Palma di Maiorca.

Giulio De Polo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia