Volontari mobilitati per pulire le spiagge dopo il maltempo

Alle 13.15 appuntamento a Bibione, Caorle ed Eraclea con Legambiente, il personale delle società di raccolta rifiuti e la collaborazione dei Comuni

CAORLE. Si chiama “Dopo la tempesta puliamo le spiagge”, l’iniziativa in programma sabato per ripulire le spiagge dai detriti depositatisi sulla spiaggia dopo il trasporto avvenuto dalle piene dei fiumi. In caso di maltempo la manifestazione verrà spostata di una settimana, il 14 dicembre. Si annuncia come un appuntamento di popolo, in cui parteciperanno centinaia di persone. Il ritrovo è stato fissato alle ore 13.15 in piazzale Zenith a Bibione, al parcheggio della spiaggia di Vallevecchia e sulla spiaggia della Sacheta di fronte al santuario della Madonna dell’Angelo in Comune di Caorle; e al parcheggio dei pioppi a Eraclea Mare.

Con le mareggiate non si contano le tonnellate di rifiuti spiaggiati sulla costa. La gran parte sono costituiti da plastica, vetro e legnami. Gli interventi di pulizia potrebbero durare fino al tramonto: con la sera non sussisterebbero condizioni di sicurezza adeguate, e in questo periodo fa buio molto presto, attorno alle 17. Per aderire alla raccolta si può scrivere una mail a Legambiente.venetorientale@gmail.com, oppure si può contattare la stessa Legambiente sulla pagina facebook della sezione Veneto orientale. Legambiente è uno degli attori che prenderanno parte alla raccolta, assieme ai comuni e poi a Asvo, Liferedune, Comitato Difesa del Territorio, Riserva Naturale Foce del Tagliamento, Alisea Gruppo Veritas. Enti pubblici e privati, ambientalisti e professionisti del settore della raccolta rifiuti, per la prima volta formano una squadra per ripulire le spiagge. Piave, Livenza, Tagliamento e altri corsi d’acqua minori hanno trasporttato quantità di rifiuti e legname che un pomeriggio intero non sarà sufficiente per liberare gli arenili dalla sporcizia. Ma intanto si comincia, per poter conferire fin d’ora ai litorali un aspetto più decoroso. —

R. P.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia