Vivono in un garage, gara di solidarietà

SOTTOMARINA. Se non fosse stato per la solidarietà di alcune persone avrebbero passato il Natale al gelo, senza nemmeno avere una coperta per scaldarsi, sistemati “temporaneamente” all’interno di un garage.
Ma gli appelli esternati da una delle persone che vive questa situazione, hanno permesso di dar vita a una catena di solidarietà che, alla vigilia di Natale, ha consentito di portare generi alimentari, vestiti, coperte e, soprattutto, calore umano.
«Caro Babbo Natale», così scriveva Federico in una “letterina” diffusa sul web, «per Natale vorrei una casa per la mia famiglia (in garage fa freddo, mia mamma non sta bene e il mio cane è vecchio), un pasto caldo, un bagno, qualche vestito e, perché no, magari un lavoretto».
Federico, 30enne, è il figlio di Fabiana e Massimo e, con loro, da quest’estate è sistemato all’interno un garage di viale Mediterraneo, dopo aver perso la casa, a seguito di uno sfratto, a causa della sopravvenuta impossibilità di poter pagare i canoni di locazione, dopo aver perso i redditi familiari. Il padre, 59enne, dopo aver lavorato per 32 anni in un panificio a Venezia, ha perso improvvisamente il lavoro a causa del fallimento dell’azienda, e dovrebbe attendere altri otto anni per avere diritto alla pensione. La madre, invece, lavorava per una compagnia di assicurazione, ma, per seri motivi di salute, ha dovuto interrompere la sua professione. Anche Federico ha perso, purtroppo, il suo lavoro di pizzaiolo. Conseguentemente all’impossibilità di poter pagare l’affitto, la famiglia è stata sfrattata e, successivamente, ha trovato una sistemazione di fortuna, grazie all’impegno di un conoscente, che ha offerto loro la disponibilità di un garage. Vani, almeno secondo quanto riferito dagli sfrattati, le richieste di aiuto fatte alle istituzioni e agli enti caritatevoli. D’altronde il Comune non potrebbe che farsi carico di compartecipare alle spese di un’eventuale locazione, ma in questo caso tale intervento - in mancanza di un reddito - non sarebbe attuabile.
Alla vigilia di Natale, un gruppo di chioggiotti, mossi a compassione, sono andati a fare visita ai tre, portando generi alimentari e vestiti. La situazione apparsa agli occhi dei compaesani è stata drammatica, in quanto i tre manifestavano segni di assideramento, quasi fossero rassegnati al loro destino e senza nemmeno le forze per chiedere aiuto. La vicinanza umana dimostrata è stato, forse, il regalo più bello che la sfortunata famiglia potesse ricevere. Ma i tre, adesso, sperano che i segni di solidarietà che hanno ricevuto siano solo l’inizio di un percorso che li possa far iniziare una nuova vita. A breve, forse già da gennaio, la famiglia forse non potrà più contare sull’ultima sistemazione provvisoria e, quindi, non avrà nemmeno un posto dove ripararsi e dormire.
Andrea Varagnolo
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