«Vita ormai impossibile noi vogliamo scappare»

MARGHERA. «Vogliamo scappare: il rione delle case Ater di via del Bosco si è trasformato nel corso degli anni in un luogo dove spadroneggia chi della legge si fa beffe. Subiamo soprusi ogni giorno, due giorni fa si è verificata l’ennesima occupazione abusiva di alloggi popolari, ormai sono quasi una trentina». A denunciare la situazione è un gruppo di quindici famiglie dell’area delle palazzine Ater che si trovano a Catene. Hanno spedito un esposto denuncia a prefetto, sindaco e assessore alla Casa. La Municipalità, con il delegato alla casa, Mario Silotto, interviene duramente: «Queste persone hanno ragione: è una situazione insostenibile ma è dovere delle istituzioni cacciare chi viola la legge e non gli onesti. È ora di agire anche in maniera decisa allontanando i violenti».
Il grido di aiuto dei residenti è forte e dettagliato: «Vogliamo portare a conoscenza della questione abitativa del quartiere formato da 136 alloggi», spiegano le famiglie disperate. «Nei 30 anni di vita dei caseggiati la situazione di vivibilità è andata peggiorando perché sono stati concessi troppi alloggi a famiglie difficili e gli appartamenti sfitti vengono occupati abusivamente. E poi troppe famiglie non pagano l’affitto o lo pagano in misura minima. Così come le spese condominiali, pur servendosi di ascensori e luce scale. E siccome gli abusivi non risultano nei conteggi condominiali, le spese vengono maggiorate ai pochi onesti che pagano».
I residenti fanno anche la conta delle cose distrutte, rubate e delle minacce subite: «Sono stati distrutti gli ascensori e le cassette della posta, i portoncini d’entrata. C’è una continua violazione del regolamento di condominio. Alcuni garage vengono usati come officine. I minori vengono spesso lasciati liberi e senza controllo nelle parti condominiali comuni. Sono state rubate le manichette antincendio con le spingarde d’ottone. Chi vive legalmente è minacciato e riceve continui e ripetuti dispetti e danni alle automobili. C’è la paura di trovare l’appartamento occupato al rientro. Il quartiere è ormai in mano a persone senza legge. Di tutto questo sono a conoscenza le forze dell’ordine, l’assessore Bruno Filippini, il direttore dell’Ater Mazzonetto».
I residenti mettono le istituzioni di fronte alle loro responsabilità: «D’ora in poi per chi subirà violenze o atti vandalici riterremo responsabili forze dell’ordine e amministratori locali. Chiediamo un incontro urgente con il sindaco. In questo quartiere ormai vivere è un inferno sarebbe meglio essere trasferiti in altre case popolari». Sulla questione la Municipalità ha cercato di allentare le tensioni creando un gruppo di lavoro ad hoc ma è servito a poco.
Alessandro Abbadir
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