Virus, al Civile zero ricoveri. Quattro vittime in un giorno
VENEZIA. Per la prima volta nessun ricoverato per coronavirus al Civile di Venezia, mentre solo uno all’Angelo di Mestre. Purtroppo però il virus continua a mietere vittime. Stando al bollettino della Regione di ieri pomeriggio, i decessi sono stati quattro, inclusa l’ennesima vittima della casa di riposo Francescon, Dirce Fontanel, arrivando a un totale di 250 morti dall’inizio dell’emergenza.
Tra le persone decedute ieri Renato Bullo di 76 anni di Spinea, Luigi Molin di 88 anni di Mira, Valter Stein di 98 anni di Chirignago, mentre sono state rese note le generalità di Serena Nava di Chirignago di 80 di Mestre, deceduta giovedì a Villa Salus.
Attualmente le persone ricoverate nel Veneziano come positive sono 99 di cui 10 in Terapia Intensiva, mentre i positivi curati a casa scendono a 495 e quelli in isolamento 696. Per quanto riguarda il personale sanitario: i sindacati chiedono che il Comune intervenga al più presto per il trasporto a Venezia. La Cisl aveva avanzato la richiesta di un vaporetto da San Giuliano all’Ospedale, ma non si è avuta risposta. Tra le segnalazioni inviate dai lavoratori, la Cgil ha evidenziato che in più situazioni si corre il pericolo assembramento, come nei servizi ambulatoriali del Lido, nei poliambulatori di Mestre, nei varchi di accesso all’ospedale di Chioggia. Nonostante la riapertura di molte attività e il ritorno graduale di tanti lavoratori a un tentativo di normalità, il virus continua a colpire, distruggendo moltissime famiglie. Proprio due giorni fa è mancato il primo paziente veneziano al quale è stato fatto il tampone lo scorso 22 febbraio, il ballerino di fama internazionale Pierferruccio Berolo. «Ha lottato per quasi tre mesi con forza e coraggio» hanno detto la figlia Emily e la moglie Jacqueline Munro, «dobbiamo ringraziare tutto Il personale del Civile per la delicatezza e la cura che hanno dimostrato in questi mesi. Per noi sono stati di grande supporto e li ringraziamo di cuore». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA .
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








