Dà uno schiaffo alla moglie, lei dice che si amano: il Tribunale lo assolve
L’uomo era accusato di maltrattamenti in famiglia. L’avvocato: «Era depresso perché truffato dei risparmi»

Era accusato di maltrattamenti in famiglia: una sera di marzo del 2023 è tornato nottetempo a casa ubriaco e la moglie l’ha accolto con uno schiaffo. Lui ha replicato con una sberla molto più forte e l’ha stretta per i polsi. Poi è andato a dormire. Lei ha chiamato i genitori in Bangladesh, i suoceri in Inghilterra, la cognata in Australia, poi è andata al pronto soccorso: un codice bianco. Ed è tornata a casa. Non ha querelato il marito, ma la denuncia per maltrattamenti in famiglia è partita dal personale sanitario, così come prevede il Codice Rosso quando si temono abusi.
Lui e lei vivono ancora insieme. Dicono di amarsi. I parenti della donna sono accorsi dall’estero per sostenere la famiglia. Lei in aula ha raccontato che il marito, sì, ogni tanto si ubriacava, ma non sempre e non l’aveva mai picchiata. Ha detto che era tutta colpa del lavoro, di un grosso debito, della depressione che l’aveva colpito.
«Il proprietario del ristorante nel quale lavorava», ha detto il suo legale, l’avvocato Gaio Tesser in un’accorata arringa, «l’ha truffato: l’ha convinto a diventare socio del ristorante, investendo tutti i risparmi che aveva, ma senza dirgli che il locale era pieno di debiti. Si è così ritrovato a lavorare gratis, pieno dei soldi da restituire e con una famiglia da mantenere. È caduto in depressione. È vero che quella sera è andata così, con quello schiaffo, ma si è trattato di un caso assolutamente isolato. si vogliono bene e finalmente, ora, il ristorante funziona».
Il pubblico ministero Giovanni Zorzi, pur derubricando per primo l’accusa da maltrattamenti in famiglia a lesioni lievi, aveva chiesto una condanna a un anno. Il collegio presieduto alla giudice Francesca Zancan ha assolto l’uomo con formula piena.
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