Vinyls, ultimatum sulla sicurezza «Risposte entro giovedì o niente presìdi»
Nuovo allarme con ultimatum dei lavoratori della Vinyls in amministrazione straordinaria da quattro anni e ormai in attesa del fallimento e della conseguente demolizione dei vecchi impianti del cvm/pvc, catalogati in base alle direttive dell’Unione Europea «pericolosi e a rischio di incidente rilevante». Ieri con un comunicato stampa i lavoratori del cvm sono tornati a far parlare di loro e degli impianti che un tempo producevano il cloruro di vinile monomero (materia prima della plastica in pvc).
«I lavoratori del reparto Cv 22/23 sono stanchi dell’ennesimo incontro tenutosi nei giorni scorsi a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo Economico dal quale» spiega la nota stampa diffusa ieri «non sono scaturite soluzioni certe; esausti dei continui rinvii, amareggiati per il proprio destino; senza stipendi mal grado i presidi di sicurezza garantiti agli impianti a rischio di incidente rilevante , da ormai sei mesi e senza nessuna garanzia di poterne percepire qualcuno nel breve periodo». Da qui l’annunciata decisione dei lavoratori di «deviare il trattamento acque a terra, non garantire più il supporto tecnico. Se entro giovedì prossimo, 20 giugno, non avremo risposte concrete sui pagamenti arretrati e futuri procederemo alla messa in sicurezza dell’impianto non garantendo più i presidi di sicurezza che fino ad oggi con senso di responsabilità, abbiamo continuato a garantire».
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