Video allarme di Placido Domingo: "La Laguna di Venezia a rischio scomparsa"

VENEZIA. "Per effetto dei cambiamenti climatici le acque si alzeranno, mentre la marea di turisti già invade la città e allontana i suoi abitanti. Ma pochi sanno che la laguna di Venezia rischia di sparire completamente: che ne sarà di Venezia? La Laguna è oggi solo uno spazio da piegare a interessi economici di breve respiro, attraversata da navi gigantesche per le quali si scavano come autostrade nuovi, profondi canali. Un esagerato traffico navale: la laguna rischia di trasformarsi in una baia. Europa Nostra è oggi a Venezia per ricordare al mondo che Venezia, senza la sua laguna, muore".
La voce del maestro Plácido Domingo, presidente di Europa Nostra - la più importante organizzazione per la salvaguardia del patrimonio in Europa - arriva attraverso lo schermo, che dall'Ateneo Veneto rimanda il suo accorato messaggio d'allerta: "Non lasciate che si speculi sul corpo vivo, ma molto fragile della laguna di Venezia, operiamo insieme per il suo bene"
Occasione, un convegno organizzato da Europa Nostra e dall’ Istituto della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), nell’ambito del programma ‘I sette siti più a rischio in Europa 2016’ e ha invitato le autorità responsabili a impegnarsi in modo coordinato per la salvaguardia della laguna di Venezia e ha lanciato un appello allargato alla comunità internazionale per salvare questo prezioso patrimonio mondiale.
Venezia è il patrimonio più a rischio, tra i sette siti individuati da Europa Nostra e della Banca Europea: il sito archeologico di Ererouyk e il villaggio di Ani Pemza in Armenia, la Fortezza a Mare Patarei a Tallinn in Estonia, l'aeroporto di Helsinki-Malmi in Finlandia, il ponte girevole Colbert a Dieppe in Francia, il Kampos di Chios in Grecia, il Convento di S. Antonio di Padova in Estremadura in Spagna, l'antica città di Hasankeyf e dei suoi dintorni in Turchia (leggi il comunicato stampa relativo).

La candidatura della laguna di Venezia è stata presentata da Italia Nostra. Data l’importanza, la complessità e le dimensioni di questo bene culturale per l’Europa e per il mondo, Europa Nostra e l’Istituto BEI - seguendo le indicazioni da parte di un gruppo di esperti internazionali - hanno deciso che la laguna e Venezia venga riconosciuta come il sito più a rischio in Europa.
"Europa Nostra suona il campanello d'allarme per ricordare al mondo intero che Venezia non può sopravvivere senza la sua Laguna. Venezia nasce dalle acque. La laguna non solo rappresenta l'origine e il passato della città storica, ma è anche un organismo vivente in simbiosi con la città, ed è quindi indispensabile per assicurarle un futuro," sottolinea Plácido Domingo.

"Cinquanta anni dopo che si sono creati i primi movimenti di solidarietà nel mondo per Venezia, l'opinione pubblica internazionale deve ancora una volta alzare la voce per lanciare un appello al Parlamento europeo, al Governo italiano, alle Autorità regionali e comunali ed anche agli altri leader politici ed economici: “Non sacrifichiamo l'importante ma fragile ambiente di vita della Laguna di Venezia! Dobbiamo unire le forze per garantire una lunga vita e preservare la bellezza della laguna", dichiara il Presidente di Europa Nostra.
L’architetto Francesco Bandarin, Vice Direttore Generale per la Cultura dell’Unesco, ha sottolineato con “L'UNESCO prende nota con grande attenzione della decisione di Europa Nostra di dichiarare Venezia come il sito in maggiore pericolo in Europa. L'UNESCO sta in questo momento preparando un rapporto sulla situazione di Venezia, che sarà presentato al Comitato del Patrimonio Mondiale. Il Comitato formulerà le sue decisioni e raccomandazioni nel luglio 2016.”
Italia Nostra ha candidato la Laguna di Venezia al Programma di Europa Nostra, fra 'i sette siti più a rischio' del 2016, come parte di un piano a lungo termine per salvare sia la laguna e che la città antica. Marco Parini, Presidente nazionale di Italia Nostra, e Lidia Fersuoch, Presidente di Italia Nostra - Sezione di Venezia, hanno poi commentato l’iniziativa. Nel breve termine Italia Nostra propone: l'esclusione delle navi da crociera di grandi dimensioni dalla laguna; la sospensione di nuovi progetti per dragare i canali; la cancellazione di tutti i principali progetti portuali commerciali; la ricostruzione delle saline. Altre iniziative e misure a più lungo termine includono: la rinascita della zona industriale dismessa e inquinata di Marghera da trasformare in parco scientifico e tecnologico; incentivi per portare abitanti e imprese a Venezia.
"Progetti ben gestiti riguardanti beni culturali e naturali possono portare importanti contributi economici e sociali per lo sviluppo regionale e per il rinnovamento urbano in tutta Europa. Questa è la ragione per la quale l'Istituto BEI e la Commissione europea partecipano attivamente al progetto 'I sette siti più a rischio in Europa’, Francisco de Paula Coelho, Preside dell'Istituto BEI.
Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo, in un messaggio video trasmesso durante l'evento, ha dichiarato: "Sostengo pienamente il forte appello lanciato da Europa Nostra e dal suo Presidente. La laguna di Venezia è un paesaggio culturale unico, ma fragile ed è vitale per la sopravvivenza di tale Patrimonio. E’ urgente applicare un approccio olistico, una visione e una strategia a lungo termine per la salvaguardia della laguna di Venezia. Abbiamo anche bisogno di una adeguata governance integrata con il coinvolgimento della società civile e delle comunità interessate. Sono fermamente convinta che l'Unione europea debba contribuire a questo processo in appoggio agli sforzi intrapresi dagli enti pubblici e privati italiani".
L’architetto Francesco Scoppola, Direttore Generale Belle Arti e Paesaggio del Ministero dei Beni Ambientali e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), nel suo articolato intervento ha fra l’altro affermato che “ … Senza laguna non c’è Venezia. Questo luogo straordinario può ritrovare il coraggio e la forza di una condotta serenissima, che non si lasci turbare, che non si faccia impressionare. Chi a Venezia vuol essere servito, peggio ancora chi vuole servirsene, non ha capito dove si trova, è fuori posto. Venezia è lì per cortesia, per servirla”.
Philippe Daverio ha appoggiato l’iniziativa di Europa Nostra, richiamando l’assenza di sostanziali azioni per ribaltare una criticità tuttora sottovalutata.
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