«Vida libera, o non la acquistiamo»
L’avvocato di Bastianello alla Regione: «Unica condizione per accettare il bene»

DE ROSSI INTERPRESS VENEZIA 13.08.2012.- EX VIDA SAN GIACOMO DALL'ORIO
«Comprendiamo e condividiamo la protesta dei cittadini di campo San Giacomo e dei comitati dei residenti: Venezia è una città allo sfascio e il turismo è una risorsa se gestito bene o diventa un problema. Ma quello che pongono è un problema che devono risolvere le istituzioni, non l’imprenditore agricolo Alberto Bastianello: non è così ricco da poter regalare un milione di euro alla collettività. Se il Comune o il ministero vogliono esercitare il diritto di prelazione sulla Vida, sono i benvenuti. Ma di certo, noi acquisteremo i locali solo se ci saranno consegnati liberi, altrimenti non accetteremo il bene: la Regione faccia le sue scelte».
L’avvocato Bartolomeo Suppiej parla a nome di Alberto Bastianello, l’imprenditore veneziano proprietario dell’azienda agricola La Fagiana di Caorle - 450 ettari a riso, viti e frutta, con produzione di birra e vino - che ha acquistato all’asta l’ex trattoria alla Vida, in campo San Giacomo, per 911 mila euro. «Noi al momento aspettiamo e stiamo valutando il da farsi», prosegue Suppiej, «certo, se la Regione non risolve la questione, non siamo interessati all’acquisto. L’intento di Bastianello era riaprire la vecchia trattoria, con il suo pergolato di vite, come attività di qualità rivolta alla città, come nelle sue corde di imprenditore agricolo. Non c’è alcuna tensione da parte nostra, non vogliamo chiuderci ai cittadini: siamo tutti veneziani e amiamo questa città e ne vediamo i problemi. Ma, ripeto, sono questioni che deve risolvere un ente pubblico, non un privato».
Da settimane, un gruppo di residenti che da anni chiede che la storica sede di quello che fu il primo Teatrino dell’Anatomia diventi un luogo gestito insieme ai residenti, in controtendenza al continuo avvio di attività turistiche, ha “liberato” la Vida, trasformandola in un vivacissimo punto di incontro, a mezza strada tra il centro culturale (con serate di teatro, cinema all’aperto, musica) e la ludoteca (con giochi e libri per i bimbi), un luogo dove ritrovarsi a mangiare in compagnia e fare scambio di abiti che non si usano più. Dal punto di vista del codice si tratta di occupazione, ma è pur vero che sinora la Regione ha scelto la linea morbida, dando come termine il 25 novembre, quando scadranno i termini per esercitare un eventuale diritto di prelazione. Il Comune ha fatto sapere che non acquisterà la Vida: non ha soldi in cassa. I consiglieri Maurizio Crovato (Lista Brugnaro) e Rocco Fiano (Lista Casson) si sono mossi insieme per chiedere a Bastianello di aprire ai cittadini. Ma la risposta deve arrivare dal Pubblico, che d ha già garantito il cambio di destinazione d’uso dell’immobile.
(r.d.r.)
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