Via Spalti, l’autorimessa può diventare un teatro da cento posti e un caffè

Una ricerca storica, un progetto culturale che è nato nello studio d’architettura fronte Toniolo durante la elaborazione di un altro progetto di Mario Esposito, stavolta con Roberto Milani, e dell’associazione “L’ultimo metrò”. Ovvero, la trasformazione dell’autorimessa comunale di via Spalti in un teatro con sala da cento posti; un angolo caffetteria aperto al pubblico e una biblioteca del teatro con sezione speciale dedicata al Tiepolo. L’idea, finanziata dall’associazione, da un anno e mezzo attende attenzione dal Comune. Nel piano degli interventi non è ritenuta prioritaria.
Nel frattempo la vecchia autorimessa comunale di via Spalti, che ospita pochissime auto del Comune, è uno spazio sprecato, che ha una storia (di qui passa il perimetro delle antiche mura del Castello di Mestre e l’edificio ospitava l’ex acquedotto di Mestre, costruito tra il 1913 e il 1920, con elementi di architettura industriale di pregio; a fianco un torrione, abitato da privati e da recuperare) e potrebbe ambire a un utilizzo culturale. «L’idea sembra interessante», aveva detto il sindaco Luigi Brugnaro, «recuperare spazi è utile se dà respiro alla città e se crea anche nuova economia». Poi il silenzio.
Esposito e l’associazione non intendono demordere e sono pronti ad investire fino a 100 mila euro nel progetto elaborato dagli architetti di “Blu architettura” (Piero Vincenti, Enrico Friselle, Anna Nannini) per un teatro e centro culturale aperto alle associazioni, alle presentazioni di libri, a concerti e performance. Il grande successo della campagna abbonamenti al Toniolo conferma la voglia di teatro in città. Ma spazi restano abbandonati (vedi il teatro del Parco) e non si sfrutta, quando c’è, la voglia di investimento dei privati. —
M.Ch.
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