Via Piave, spazio Loco sigillato e rioccupato in meno di dodici ore

Dopo la sorpresa della mattina il collettivo ha cercato  di entrare in municipio e poi ha scardinato inferriate e sigilli 

La sorpresa per i sigilli della polizia, poi la protesta davanti al municipio di via Palazzo, e infine la rioccupazione di Loco. In 12 ore i ragazzi del collettivo del coordinamento studentesco sono riusciti a riprendersi lo spazio. La mattinata è stata la fase della sorpresa. Quando i ragazzi sono arrivati in via Piave - dove è iniziato il cantiere per la realizzazione del Bistrot con annesso ristorantino - hanno trovato le inferriate all’ingresso dello spazio che un tempo ospitava una galleria d’arte.

Dopo aver chiamato i rinforzi a metà pomeriggio i ragazzi del collettivo si sono presentati, con un grande striscione, davanti al municipio di via Palazzo. «Siamo in questo spazio da più di tre anni, lo avevamo trasformato in un luogo di confronto e cultura», hanno spiegato, «e ora ci hanno cacciato». I motivi della protesta, movimentata da una cinquantina di ragazzi, nello slogan dello striscione: «No agli sgomberi, meno alberghi e più spazio per i giovani». Qualche momento di tensione c’è stato quando i ragazzi hanno cercato di entrare in municipio, bloccati all’ingresso dagli agenti della polizia municipale e da un militare, di quelli usati per il pattugliamento di piazza Ferretto e del centro. Urla, uno studente fermato tenendolo per il collo, gli insulti e la porta chiusa in faccia agli studenti. Dopo aver sfilato in piazza Ferretto i ragazzi del collettivo studentesco sono tornati in via Piave dove prima con una molla a disco - mai usata perché il generatore nonostante diversi tentativi non è andato in moto - e poi a colpi di martello hanno rotto le inferriate e hanno ripreso possesso degli spazi dietro la fontana di Aricò che poche ore prima erano stati sigillati. «Questo spazio è per i giovani e non si tocca», hanno spiegato alcuni di loro, quando la tensione si è sciolta in un applauso mentre le inferriate alla porta d’ingresso venivano scardinate. Quanto durerà questa nuova occupazione - congelando sostanzialmente i lavori del bistrot - è ancora tutto da capire. —

Francesco Furlan

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