Via libera alle ristrutturazioni e agli ampliamenti delle case

Presentato ieri il Piano particolareggiato con il censimento di ogni unità abitativa Il sindaco: «Sì ai plateatici galleggianti ma anche ai garage nelle calli del centro»



Via libera a ristrutturazioni, ampliamenti, plateatici galleggianti e cambi d’uso con il Piano particolareggiato del centro storico adottato ieri in giunta e presentato nel pomeriggio alla città. Un piano agognato, partito nel 2001, che darà nuova linfa all’economia, alle imprese artigiane, al commercio e metterà un freno alla fuga dei residenti. Il documento urbanistico contiene tutto le prescrizioni su ciò che si può fare nei centri storici di Chioggia, compresi i quartieri Tombola e San Francesco, di Sottomarina, comprese le zone Magnasutti e Ghezzi, e in alcune porzioni di Sant’Anna, Cavanella e Ca’ Bianca dove insistono edifici storici.

RISTRUTTURAZIONI

Per la realizzazione del Piano sono stati censiti uno a uno tutti gli edifici del centro storico e per ciascuno lo strumento indica il tipo di intervento ammesso tra sette tipologie: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione parziale, ristrutturazione totale, ampliamento, ristrutturazione urbanistica. Il Piano indica anche materiali, modalità e colori possibili per il tipo di intervento.

VANTAGGI

«Dopo quasi 40 anni diamo alla città uno strumento di valorizzazione della bellezza locale, con importanti ricadute sociali, turistiche ed economiche», spiega il sindaco Alessandro Ferro, «Abbiamo preferito continuare l’iter del Piano che era stato avviato dalle amministrazioni precedenti per non ripartire da zero e allungare i tempi. Lo abbiamo solo semplificato un po’ accogliendo alcune delle osservazioni che sono arrivate in fase di pubblicazione. Oggi abbiamo un Piano che darà sicuro impulsi alle ristrutturazioni permettendo da un lato di migliorare esteticamente la fisionomia dei centri storici e dall’altro creando occupazione per le nostre imprese. Darà nuovi stimoli al commercio e all’artigianato e nuova spinta per la residenza stabile. In centro storico per alcuni edifici sarà possibile modificare il numero di unità, realizzando garage per togliere le auto dalle calli in vista anche della Ztl, e cambiare la destinazione d’uso da residenza a negozio per i piani superiori al piano terra. Per i sottoportici di Corso del Popolo torneranno le travi a vista, evitando i controsoffitti, che vanno a nascondere le travi del solaio e ne riducono l’altezza, oltre a favorire microclimi dannosi per il legno. Per le attività commerciali di canal Vena, canal Lombardo e San Domenico sarà possibile, con un apposito regolamento col soggetto gestore, aumentare le superfici esterne dei plateatici con palafitte in legno anche con l’utilizzo di mezzi galleggianti di tipo tradizionale». A Sottomarina gli effetti più rilevanti coinvolgeranno le unità edilizie interne agli isolati che potranno alzarsi di un piano e cambiare la destinazione d’uso.

RISPOSTE PIU’ VELOCI

«Il fatto che il Piano comprenda le indicazioni del Palav regionale», spiega il dirigente all’Urbanistica, Gianni Favaretto, «non è di poco conto perché consente una riduzione dei tempi di rilascio dei titoli edilizi che non dovranno più ottenere il parere della Commissione di Salvaguardia, ma solo l’autorizzazione paesaggistica in collaborazione con la Soprintendenza. Si tratta di una riduzione di 60 giorni della procedura e di una semplificazione delle valutazioni sui progetti, tutta a vantaggio di uffici, cittadini e professionisti». —



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