Via libera alle difese della Basilica

Mentre il Cts blocca i pagamenti per la variante degli impianti del mose 
A.v.

Via libera al progetto definitivo per la difesa della Basilica. E stop al pagamento delle varianti sugli impianti del Mose. Sono le due decisioni più importanti prese ieri mattina dal Cts, il Comitato tecnico scientifico del Provveditorato alle Opere pubbliche presieduto da Cinzia Zincone. Per la Basilica è stato finalmente autorizzato il progetto presentato un anno e mezzo fa e firmato da Mario Piana e Daniele Rinaldo per la «Soluzione immediata e reversibile per la protezione dela Basilica di San Marco dalle acque alte». Sono le ormai famose barriere in vetro, che in via provvisoria dovrebbero essere installate e impedire gli allegamenti alla Basilica fino a una quota di due metri su livello del mare. Quello che era successo nella notte tragica del 12 novembre 2019, con la marea entrata dappertutto e i danni conseguenti a pavimenti, decori, colonne, murature. Il progetto offerto dalla Procuratoria era stato bloccato per mesi su richiesta della commissaria Spitz per chiedere un “abbellimento” architettonico allo studio Boeri di Milano. «Ma la proposta era stata bocciata dal ministero dei Beni culturali. Adesso si è tornati alla proposta originaria. Con qualche correzione suggerita dalla Soprintendenza.

Il progetto costerà 3 milioni e 70 mila euro. Dovrebbe essere concluso per l’autunno. Approvato ieri “in sede tecnica”, ma non dal punto di vista economico la variante agli impianti meccanici del Mose di Malamocco. 10 milioni e mezzo di euro che il Provveditorato ha bloccato. «Da tempo chiediamo invano», ha detto Zincone, «di distinguere fra gli interventi di ripristino, la manutenzione e l ’avviamento Sono interventi necessari, ma questo non può essere un obbligo a fare tutto a spese dello StatoLe risorse non si possono spendere per riparare interventi fatti male».

Una linea che ha visto d’accordo anche l’Avvocatura dello Stato. —



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