Ventenne accoltellato a San Donà: l’aggressore resta in carcere

Il ragazzo colpito al ventre ieri è stato estubato e dichiarato fuori pericolo. I carabinieri impegnati ad analizzare le tracce di sangue in casa e sulla strada

Giovanni Cagnassi
I carabinieri nell’area dell’accoltellamento di giovedì sera
I carabinieri nell’area dell’accoltellamento di giovedì sera

II 66enne albanese accusato di tentato omicidio in una lite consumata a Mussetta resta in carcere. Lo ha deciso sabato il gip del tribunale di Venezia dopo l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Santa Maria Maggiore. Difeso dall’avvocato Loris Codato, l’uomo è accusato dal pubblico ministero Roberto Piccione di aver colpito al ventre un connazionale di 20 anni durante la lite scoppiata in via Noventa, a Mussetta, nella tarda serata di giovedì poco prima della chiesa parrocchiale della frazione. La difesa annuncia che farà ricorso contro la decisione.

Il 20enne aveva accompagnato dalla Francia il fratello della donna che ha sposato il figlio del 66enne. Quest'ultimo, infatti, aveva saputo che il cognato maltrattava la moglie, ovvero sua sorella, e quindi si era recato a Mussetta per portare via lei e i due figli. Partendo dalla Francia aveva chiesto al giovane amico di accompagnarlo.

San Donà, accoltellato durante una lite in famiglia: grave un ventenne
L'esterno dell'abitazione dove si è verificato il fatto. Foto Bortoluzzi

Ne è nata una colluttazione che ha coinvolto anche il ventenne, poi colpito dal fendente alla pancia vibrato dal 66enne che era accorso in aiuto al figlio con un coltello da cucina di 15 centimetri. Il ventenne è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale di San Donà, sottoposto a un delicato intervento chirurgico, in coma farmacologico e prognosi riservata.

Aveva riportato una profonda ferita al ventre, dalla quale si vedevano addirittura le viscere. Giovedì sera verso le 20 era fuggito verso la pizzeria da asporto, nei pressi della chiesa, e si è accasciato su una panchina con la mano sul ventre dal quale zampillava abbondante sangue. I titolari dell'esercizio, impressionati da quella scena, hanno chiamato subito il 118. Le sue condizioni sono migliorate nella giornata di ieri, quando è stato estubato. Non è considerato in pericolo di vita, anche se ha rischiato molto.

I carabinieri della compagnia di San Donà e la squadra scientifica ieri sono ritornati nella casa in via Noventa dove era iniziata la discussione poi proseguita sulla strada con la coltellata. Stanno effettuando delle analisi scrupolose sulle tracce ematiche nell'abitazione e anche lungo la strada. Hanno ricostruito la dinamica, ma in casa continuano a raccogliere tracce di sangue, biologiche, vestiti, oggetti potenzialmente macchiati per avere certezza della ricostruzione. Passaggi formali nel corso delle indagini che devono essere rispettati. La lite era cominciata in casa tra i cognati e l'amico ventenne che accompagnava il fratello della donna, giunto a Mussetta dalla Francia dopo aver saputo dei litigi tra i coniugi.

I tre sono scesi lungo la strada, ma quando il padre 66enne ha visto dalla finestra il figlio spintonato a terra dal ventenne è sceso d'istinto per proteggerlo con il coltello da cucina in mano. E non ha esitato a usarlo. E' incensurato e sotto choc, difeso dall'avvocato Loris Codato. Ora anche gli altri coinvolti si sono fatti refertare dal medico per eventuali denunce per lesioni. 

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