Caos pannoloni nell’Usl 3: pazienti in protesta per i ritardi
Alcuni medici di base hanno ricevuto una mail con le tempistiche per le consegne. L’azienda: «Il servizio viene sempre garantito». La Fimmg: «Tutta burocrazia inutile»

Caos pannoloni nel Veneziano, in seguito a una comunicazione mandata dall’Usl ai medici di base che avevano fatto richiesta, per conto dei loro pazienti, degli ausili per gli anziani.
Nella mail, l’azienda sanitaria ha fatto sapere che, a causa di una revisione del piano delle forniture, la prossima data di consegna sarebbe stata il 16 gennaio. La possibilità di restare scoperti per due mesi ha mandato su tutte le furie i pazienti, che si sono rivolti al Movimento per la difesa della sanità pubblica per esprimere le loro lamentele.
Il comitato ha subito inviato una lettera alla direzione sanitaria, con cui è stata richiesta l’attivazione di «misure straordinarie» per consegnare gli ausili a tutti gli aventi diritto. «Quanto accaduto», si legge, «evidenzia, a nostro parere, una critica capacità di programmazione e di organizzazione da parte dell’Usl verso persone anziane e indifese, ovvero un servizio che di fatto calpesta i diritti delle persone anziane».
Per i medici di base, alla base della revisione delle consegne ci sarebbero motivi di budget: l’Usl starebbe, a loro dire, tirando la cinghia.
A fare chiarezza è la direzione stessa: «L'Azienda sanitaria garantisce regolarmente la fornitura dell'assorbenza: da qui a metà dicembre i servizi distrettuali forniranno agli utenti quanto necessario fino alla fine dell'anno, e daranno continuità riprendendo dall'inizio di gennaio le normali forniture per il 2026», spiega, «Gli uffici competenti dell'Azienda sanitaria restano a disposizione per valutare eventuali richieste particolari da parte dell'utenza o dei medici di famiglia», conclude.
Consegne a parte, il tema dei pannoloni è complesso e apre una riflessione sulle mansioni dei medici di base, sulla burocrazia infinita, le procedure che si devono ripetere di anno in anno, sempre uguali.
«La consegna di ausili di questo tipo», spiega Giuseppe Palmisano, segretario per il Veneto della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), «si traduce, per noi, in una bella fetta di burocrazia, che pesa non poco, visto che molti di noi non possono appoggiarsi su una segreteria», ricorda.
Ogni anno, i medici di base devono compilare un modulo che certifica la cronicità della situazione del paziente e che poi viene inviato all’Usl, insieme al certificato di invalidità civile. Una procedura che devono ripetere per un numero sempre più elevato di pazienti, considerando l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle patologie croniche.
«Si tratta di una di quelle procedure che potremmo sicuramente snellire», prosegue Palmisano, «la soluzione più semplice potrebbe essere usare unicamente la certificazione di invalidità per ottenere gli ausili, di modo che i medici non debbano compilare carte inutili ogni anno. In tal senso, il Punto unico di accesso, il servizio sociosanitario che offre informazioni, collegato al 116117, potrebbe essere di grande aiuto» conclude.
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