Denunciato per stalking, dorme sotto casa dell’ex: arrestato
L’uomo è stato arrestato dagli agenti della polizia di Stato a Venezia: scontro davanti al giudice sulla ricostruzione dei fatti con uno scambio di accuse sull’uso di stupefacenti

Quando l’ha fotografato sotto le finestre di casa sua a Venezia, non ci ha pensato due volte a telefonare alla polizia di Stato per denunciarlo. L’uomo, del resto, aveva palesemente violato il divieto di avvicinamento nei confronti della sua ex, pur dopo essere già stato denunciato per stalking dalla stessa donna, spingendosi a dormire per strada ma comunque nei paraggi della sua abitazione. Gli agenti non hanno potuto far altro che arrestarlo.
Ieri però, durante il processo per direttissima in tribunale, l’uomo ha fornito una versione completamente diversa, che ora dovrà essere accertata nel processo, raccontando invece di essere stato ospitato per diverse settimane dalla stessa donna, un’insegnante di sostegno in un istituto veneziano, a suo dire consumatrice di stupefacenti, che gli aveva addirittura dato le chiavi della sua casa.
Due versioni opposte, alla luce delle quali ieri il 40enne (difeso dall’avvocato Marco Zanchi) è stato rimesso in libertà nonostante la Procura nei suoi confronti avesse chiesto la misura cautelare della custodia in carcere. Nessuna misura cautelare, ma un semplice rinvio come richiesto dalla difesa per vederci chiaro. Di fronte al giudice, l’uomo ha fornito la sua versione dei fatti, volendo scrivere la parola fine su questa storia una volta per tutte. A partire dalla ferita riportata al volto, per la quale ieri è andato a farsi medicare in pronto soccorso.
Ha detto di aver violato consapevolmente il divieto di avvicinamento ottenuto dopo la denuncia della donna per un precedente episodio di stalking, non potendo fare altrimenti dato che era in attesa della sua nuova carta d’identità senza la quale non poteva essere ospitato in una struttura di Bassano del Grappa. In udienza ha anche raccontato di essere stato invitato nell’appartamento dalla stessa insegnante, con la quale in passato aveva avuto una lunga e travagliata storia d’amore. In aula l’uomo ha anche accusato la donna di fare uso di crack.
La denuncia, secondo la versione fornita dell’uomo, sarebbe stata sostanzialmente una trappola da parte della donna. Quest’ultima avrebbe infatti accampato la scusa che la figlia stava arrivando a casa per farlo uscire. A quel punto, l’avrebbe fotografato dal suo appartamento e denunciato alle forze dell’ordine. Una versione, quella difensiva, che cozza con la ricostruzione dell’accusa, che punta invece il dito contro i continui comportamenti vessatori. Uno scambio reciproco di accuse, che ora dovrà essere esposto anche in aula. La prossima udienza è fissata per il 30 novembre prossimo. Saranno sentiti diversi testimoni, compresi i vicini di casa e la stessa insegnante.
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