Sicurezza e anti incendio: la Basilica di San Marco e Palazzo Ducale verso una control room unica
Massimo riserbo sulle scadenze del progetto. Per il via libera si aspetta l’ok della nuova amministrazione comunale

Due gioielli come la Basilica di San Marco e Palazzo Ducale. Un’unica centrale di controllo.
Con l’obiettivo di fare sistema per garantire, e soprattutto migliorare ai massimi livelli, la sicurezza di due edifici simbolo di Venezia nel mondo.
E quindi telecamere, sistemi anti effrazione: tutto nella stessa stanza, tutto sotto il controllo degli stessi occhi, per ventiquattro ore al giorno, sette su sette.
Era il dicembre scorso quando, al termine di una conferenza stampa con il Primo procuratore Bruno Barel, si era per la prima volta affacciata l’idea di una Control room per l’area marciana. Ora, sei mesi dopo quel progetto ha compiuto diversi passi avanti verso la sua realizzazione.
Ci vorrà ancora del tempo. E soprattutto dovrà insediarsi la nuova amministrazione comunale dopo la recente vittoria di Simone Venturini. Ma poi si riprenderà il discorso interrotto nelle scorse settimane dopo lunghi mesi di proficuo confronto tra gli enti interessati.
Già perché l’idea di una Control room unica tra Basilica di San Marco e Palazzo Ducale nasce su iniziativa della Procuratoria allo scopo di mettere a sistema quelli che ad oggi sono due impianti del tutto separati per quanto riguarda, ad esempio, la prevenzione degli incendi e delle effrazioni per due palazzi confinanti come la Basilica e Palazzo Ducale.

Così, in questi mesi gli incontri tra i vicini di casa sono andati avanti e la Procuratoria ne ha parlato con Musei Civici e Comune, a cui spetta la gestione di Palazzo Ducale, oltre che con la Soprintendenza che proprio qui ha i suoi uffici centrali.
Parere favorevole è arrivato anche dalla Prefettura di Venezia. Due le principali difficoltà riscontrate per realizzare questo progetto.
La prima riguarda proprio la competenza su Palazzo Ducale, di proprietà del Demanio ma dal dicembre 1923 in gestione al Comune che si appoggia alla fondazione Musei Civici per tutte le attività della manutenzione, delle aperture al pubblico, delle mostre e delle attività didattiche all'interno.
Già individuata anche la stanza (nei pressi della Porta della Carta) individuata per realizzare al suo interno proprio la Control room. Si tratterebbe di uno spazio esattamente al confine tra i due palazzi.
E qui si presenta il secondo problema, di carattere prettamente tecnico e facilmente superabile. La stanza infatti dovrà essere allestita con schermi e un sistema di cablaggi tale da convogliare al suo interno le registrazioni delle telecamere di sorveglianza sparpagliate tra Basilica e Ducale.
Impianti, cavi, monitor e nuove tecnologie da posizionare in un contesto comunque delicato: lavori non facili ma comunque realizzabili e a servizio della bellezza della città. Per questo motivo, sia la Procuratoria che i Musei Civici avrebbero già dato la propria disponibilità a farsi carico dei costi.
Sulle tempistiche, invece, ancora vige il massimo riserbo. Di sicuro, però, il discorso verrà riallacciato a partire dall’insediamento della nuova giunta comunale, atteso in questi giorni.
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