Incasso per la ricerca sul cancro rubato a San Polo, ecco l’assegno degli edicolanti

L’iniziativa del sindacato degli edicolanti veneziani Si.na.gi. dopo il furto subito dalle volontarie dell’Airc da parte di tre uomini durante un banchetto: «C’era bisogno di un segnale di vicinanza»

Eugenio Pendolini
Il banchetto dell’Airc in campo San Polo e le giovani volontarie dopo il furto
Il banchetto dell’Airc in campo San Polo e le giovani volontarie dopo il furto

Anche da un episodio odioso può nascere qualcosa di positivo. Il sindacato degli edicolanti veneziani (S.i.na.gi) lunedì 26 gennaio ha infatti deciso di staccare un assegno in favore dell’Airc Veneto, vittima sabato mattina del furto dell’incasso da oltre seicento euro, raccolti dalle volontarie che, puntuali con il banchetto dell’associazione, fin dal mattino presto si erano presentate in campo San Polo per la vendita di arance e marmellate il cui ricavato sarebbe dovuto andare a sostenere la ricerca scientifica. Quei soldi, però, sono diventati il bottino di tre ladri. L’episodio non è certamente passato inosservato in città, dove si è sollevato un coro di sdegno.

Così, il direttivo del Sinagi ha deciso di rimboccarsi le maniche e di dimostrare la vicinanza all’associazione italiana per la ricerca contro il cancro con un gesto concreto di solidarietà.

«Abbiamo letto la notizia del furto subìto dalle volontarie», fanno sapere dal sindacato, «e abbiamo da subito pensato che, nonostante le grandi difficoltà che sta vivendo il nostro settore, ci fosse la necessità di un segnale forte di vicinanza». E così è stato. Lunedì, intanto, è stata formalmente sporta la denuncia contro ignoti nei confronti dei tre uomini, di origini straniere, che sabato si sono presentati nel sottoportego di campo San Polo di fronte al banchetto dell’Airc.

In quel momento, coordinate da due volontari maggiorenni, erano impegnate altre quattro volontarie minorenni. Avvicinate da due uomini che hanno iniziato a fare qualche domanda in inglese, secondo le testimonianze il terzo uomo avrebbe approfittato del momento di distrazione per accaparrarsi lo zaino all’interno del quale era custodita la busta con gli incassi di giornata, frutto della vendita di arance e marmellate dell’Airc. Come spiegato dalla responsabile dell’ufficio regionale dell’associazione, Jessica Bianchetti, non è la prima volta che l’Airc subisce un furto di questo tipo.

Un episodio simile a quello di San Polo era capitato, infatti, anche non più tardi di un anno fa a Vicenza ai danni di un’altra volontaria, anche lei derubata. Di certo, come sottolineano dall’associazione, il danno in questo caso è doppio: per il furto in sé e per le risorse sottratte alla fondamentale attività di ricerca contro il cancro.

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