Via ai risarcimenti per l’albero caduto in piazzale Roma: le persone ferite ritireranno le querele
Senza la denuncia di parte, come prevede la legge Cartabia, non si può procedere con l’eventuale contestazione penale

Per il cedimento del grande leccio di piazzale Roma che, il 2 giugno 2025, ha travolto e ferito un gruppo di persone vestite a festa per un matrimonio, l’assicurazione del Comune sta pagando loro i risarcimenti. In particolare alla signora mestrina colpita dal tronco e alle gambe e che per settimane è stata ricoverata in terapia intensiva, dovendo poi seguire lunghe cure riabilitative. Con lei erano state ricoverate per alcuni giorni, per lesioni più leggere e choc, anche le figlie. Una decina di persone erano rimaste in varia misura ferite dall’albero, crollato con uno schianto la scorsa estate.
Con il risarcimento in atto, si prospetta un’archiviazione del fascicolo d’indagine, affidato al pubblico ministero Christian Del Turco e coordinato dal procuratore reggente Stefano Ancilotto. Il risarcimento da parte dell’assicurazione apre la strada - infatti - al ritiro della querela per lesioni da parte delle vittime, che non potrebbero costituirsi parte civile in un eventuale procedimento: con la riforma Cartabia in assenza di querela - per una serie di reati colposi, lesioni comprese - non si può procedere con una contestazione penale. Così come avviene nel caso di arresti di borseggiatori non denunciati dalle vittime.
Certamente, il cedimento del grande albero - risultato alle analisi completamente marcio all’interno, vittima di un fungo visibile a un’analisi esterna - ha acceso i riflettori sulla vigilanza del verde pubblico. E numerosi abbattimenti sono seguiti in tutto il territorio d el comune.
Nel caso del leccio dalla storia antica e dalla folta chioma, le indagini hanno permesso di verificare che il monitoraggio era stato affidato dall’amministrazione agli esperti della Demetra, che avevano segnalato la malattia dell’albero. Una segnalazione era stata avviata dal Verde Pubblico alla Cooperativa Zorzetto, responsabile della manutenzione e degli eventuali abbattimenti. Ma le indagini hanno anche verificato che effettivamente non era stata seguita - in questo caso- la pratica ormai consolidata, secondo la quale a una prima segnalazione da parte del Comune, seguiva una vera e propria ordinanza di abbattimento da parte degli uffici dell’assessorato all’Ambiente. Perché questa volta sia mancato questo secondo atto, che avrebbe messo in moto la squadra della cooperativa per il taglio del leccio, non si è chiarito: i responsabili della Coop lo aspettavano, gli uffici del Comune ritenevano di aver fatto il dovuto inviando la segnalazione con la malattia dell’albero. Ma, effettivamente, la prassi non era stata seguita.
Per fortuna il grave incidente non si è risolto in tragedia e i risarcimenti dell’assicurazione del Comune saneranno quantomeno i danni patiti da chi è stato ferito e ha dovuto affrontare un’estate di cure. Ma, appunto, anche avviare il caso verso un’archiviazione, se le querele saranno ritirate. —
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