Ponte votivo a Venezia, salta il collegamento con San Michele: «Lo facciamo ogni cinque anni»
Amara sorpresa per i veneziani diretti al cimitero nel giorno dei Defunti: alle Fondamente Nove non è stata allestita la passerella galleggiante. La replica del Comune: «La prossima edizione sarà nel 2030»

Ma no ghe xe el ponte? Più di qualche veneziano, ieri diretto a salutare i propri cari a San Michele, ha dovuto ripiegare sui vaporetti delle linee 4.1 e 4.2. Amaro in bocca e crisantemi sotto braccio. Dando per scontato di raggiungere il cimitero a piedi, non ha trovato alle Fondamente Nove il ponte votivo che l’anno scorso, come nel 2019, era stato allestito per la Commemorazione dei Defunti.
«Iniziativa quinquennale»
L’usanza veneziana rimasta in auge fino al 1950, e poi decaduta, era stata ripristinata con grande risonanza da parte dell’Amministrazione comunale nel 2019, e replicata l’anno scorso. «Come già preannunciato, l’iniziativa è quinquennale», fa sapere Ca’ Farsetti. «Guarda caso a scadenza mandato. È un ponte elettorale», è però il tenore dei commenti tra i cittadini più maliziosi in queste ore di pellegrinaggio dalla città al camposanto.
Residenti ingenui, disillusi, o poco attenti alle comunicazioni di servizio? Non risultano annunci ufficiali del Comune circa l’installazione, quest’anno, del ponte di barche. Eppure, per buona parte dei veneziani sembrava cosa fatta. Peraltro, nella passata consiliatura, l’iniziativa è stata graditissima sia a destra che a sinistra. Ma già l’anno scorso, al gaudio per la tradizione rispolverata si erano aggiunti commenti che ne davano un’interpretazione tutta politica. Di certo non si tratta di un’operazione di poco conto.
Conto alla rovescia per il 2030
La struttura è lunga oltre 400 metri e larga 15. Moduli galleggianti ancorati, analoghi a quelli utilizzati per il ponte votivo del Redentore, per la Festa della Salute e per la Venice Marathon, con un varco navigabile alto 3,5 metri e largo 10, che garantisce la continuità del traffico acqueo. Questo cammino simbolico aveva messo d’accordo locali e turisti, in città a cavallo di Ognissanti e del Giorno dei Morti.
Non dimentichiamo che il cimitero di San Michele in Isola è un museo a cielo aperto. Tra gli isolotti di San Michele e San Cristoforo della Pace riposano il compositore Igor Stravinsky e il poeta e saggista Ezra Pound, passando per Sergei Diaghilev, fondatore dei leggendari Ballets Russes, il fisico e matematico Christian Doppler (avete presente l’effetto Doppler? ), lo psichiatra e neurologo, pioniere della riforma psichiatrica in Italia Franco Basaglia, il leggendario designer di Tiffany, Jean Schlumberger. Nono, Vedova, Herrera, Gallina e Lorenzetti. Il conto alla rovescia è per il 2030.
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